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Risultati Elettorali delle Regionali 2020. Un commento quasi a caldo.

Dopo il voto regionale, qualche breve pensiero sull’esito

Non riesco ad essere contento per la vittoria di Bonaccini.

Certo, sul breve termine, meglio lui della Lega, che discorsi! Ma cercando di guardare un po’ più in là, oltre il risultato immediato, vedo anche degli aspetti preoccupanti, che in questo momento sono un po’ offuscati dall’euforia della vittoria in questa gara truccata.

C’è poca distanza tra destra e centro. In termini di voti ricevuti la coalizione di destra (non la candidata) ha solo 2,5% punti in meno dela coalizione del PD. Se la Lega, invece di avere una candidata insignificante, avesse avuto una persona con un minimo di capacità e di cervello, avrebbe davvero potuto fare il colpaccio. Ma questo pericolo è stato solo allontanato, non è scomparso.

La vittoria di Bonaccini sarà usata dal PD per proseguire nella sua marcia verso il sol del neoliberimo: smantellamento dello stato sociale, privatizzazione dei beni comuni, riduzione degli spazi di democrazia, lavoro più precario, competitività al posto della soliarietà, maggiore individualismo, aumento delle disuguaglianze… Farà stare peggio chi oggi già non se la passa bene.

È il motivo per cui avevamo deciso di fare una proposta alternativa, ma come dimostrano i numeri, la nostra proposta non è stata ritenuta interessante o utile. Tristi constatare che, probabilmente non è stata neppure presa in considerazione.

La conseguenza, e questo mi preoccupa, è che in Emilia-Romagna a sinistra del PD non c’è nessuno in grado di fare proposte diverse e autonome da quelle del PD, che sono quelle in cui le persone si devono adeguare alle richieste del mercato e non viceversa. Non c’è nessuno a sinistra del PD che possa proporre un nuovo o diverso modello di società.

Lasciate perdere i coraggiosi, anche se li avete votati. Sono certo che vivono nel terrore di diventare irrilevanti (il risultato elettorale di L’Altra Emilia Romagna è un implicito monito dissuasore) e che per questo non si opporrano mai per davvero al PD qualora avessero divergenze anche fondamentali.

Purtroppo senza una sinistra, anche marginale, alla quale rivolgersi, aumenta la probabilità che rabbia e disagio inducano le persone a cercare soluzioni a destra, come in parte sta già succedendo.

Che fare? Si può attendere e sperare che il PD, sotto la poderosa pressione dei coraggiosi, inserisca qualche elemento di sinistra nel suo programma, ma è una possibilità solo teorica, oppure – ed è quello che farò io – bisogna impegnarsi per trovare un modo diverso per costruire una entità forte e credibile di alternativa al PD.

Abbiamo bisogno di fermarci un attimo, analizzare quanto avvenuto, individuare errori e cause e trovare le modalità per cambiare noi stessi prima ancora delle nostre proposte.

Un lungo lavoro ci attende

Campagna Elettorale finita. Ringraziamenti

Si è appena conclusa la campagna elettorale per le elezioni regionali del 2020 e voglio scrivere qualche riga per ringraziare tutte le persone che in questo periodo ho avuto a fianco.

Innanzitutto Stefano Lugli, il nostro candidato presidente, una persona splendida che si è impegnata al massimo e che, anche sotto pressione, non ha mai perso la lucidità, la calma, l’energia e la capacità di motivare e incoraggiare chi gli stava vicino.

Ringrazio i candidati e le candidate del collegio di Modena, che ho avuto l’opportunità di conoscere meglio di apprezzare; oltre allo stesso Lugli c’erano Claudia Bellucci, Alba Bassoli, Elena Govoni, Teresa Grasso e Mario Ori

I candidati e le candidate della nostra lista, una cinquantina di persone da tutta la regione che si sono messe a disposizione per realizzare un progetto estremamente impegnativo.

Tutti i compagni e le compagne di partito, militanti e simpatizzanti, che hanno profuso un impegno al di là delle normali possibiltà umane per una campagna davvero difficile.

Ringrazio i nostri sostenitori che hanno organizzato incontri, serate, gli eventi per aiutarci a diffondere la nostra proposta.

Voglio ringraziare anche tutte le persone che con il loro lavoro e la loro professionalità hanno dato un importante contributo per aiutarci a fare il meglio possibile.

Non possono mancare i ringraziamenti a familiari, parenti e amici e colleghi di lavoro che mi hanno sopportato in questo periodo in cui sono stato sicuramente “più strano del solito”.

Ringrazio tutti coloro che hanno avuto una parola o un gesto di incoraggiamento, un suggerimento o una pacca sulla spalla, a volte anche qualche allegro sfottò, o che mi hanno sostenuto, a volte a distanza.

Ringrazio tutte le persone che mi hanno dato il loro voto. E’ un atto importante, di fiducia concessa, di stima riconosciuta, di affetto e di amicizia. Che purtroppo non ha avuto il risultato che avremmo desiderato.

È stata comunque una gran bella esperienza. L’esito non è stato quello sperato ma sono ugualmente contento, perchè ci sono passi che devono essere fatti se vogliamo dare il nostro piccolo contributo e tentare di migliorare ‘il mondo. Adesso un po’ di riposo, ma non troppo. Bisogna cominciare a pensare subito come proseguire, perchè da domattina il cammino ricomincia.

Mi sono candidato alla regionali 2020 dell’emilia-Romagna

Chi segue anche il mio profilo Facebook avrà notato un certo intensificarsi di messaggi di carattere elettorale. Quest’anno, infatti, ho deciso di sostenere e di candidarmi alle regionali dell’Emilia Romagna del 26 gennaio 2020.

Insieme agli altri candidati e candidate di Modena ho fatto anche un brevissimo video di presentazione.

Il testo

Qui il testo del parlato. Anzi, c’è qualcosa in più, ma avevamo deciso di stare entro il minuto di tempo per non rompere troppo le palle a chi ascoltava e non ci stava tutto.

Mi chiamo Giovanni Sonego, ho una formazione di tipo informatico e attualmente sono titolare di un’azienda che offre consulenze di webmarketing. Abito a Modena e faccio parte della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista.

Mi sono candidato perché credo sia necessario portare in consiglio regionale una salda, coerente e autonoma posizione di sinistra. Lo faccio con L’Altra Emilia Romagna perché mi riconosco nella sua proposta alternativa, nel suo programma e nelle sue parole d’ordine: per una Regione più giusta, pubblica, sicura e sostenibile.

Come prima cosa credo sia necessario combattere la piaga del lavoro precario, delle cooperative spurie, eliminando l’appalto di mera manodopera. E’ ingiusto che le migliori risorse della nostra regione, le energie più giovani non possano immaginare un futuro migliore. 

Se vogliamo una regione sicura, dobbiamo combattere le mafie presenti sul nostro territorio, portando trasparenza negli enti pubblici, modificando le regole degli appalti e combattendo il gioco d’azzardo che crea dipendenza, rovina famiglie ed è utile solo per riciclare denaro di provenienza illecita. 

Le risorse pubbliche, mantenute con le tasse di tutti i cittadini, devono tornare nel pieno controllo pubblico. Quindi dobbiamo fermare le esternalizzazioni, che creano altro lavoro precario e riportare interamente sotto il controllo pubblico strutture come Hera e IREN che oggi sono società di capitali che producono utili destinati a banche, assicurazioni e grossi fondi di investimento.

Perciò, se anche voi come me volete una regione più giusta, per i beni comuni, sostenibile e sicura il 26 gennaio barrate il simbolo de L’Altra Emilia Romagna