Finché c’è guerra c’è speranza (per Marco Minniti)

Mi hanno riferito di un battibecco su La7 tra Giorgio Cremaschi e Marco Minniti.

Marco Minniti e Giorgio Cremaschi

Giorgio Cremaschi mi sta ampiamente sui coglioni, ma questo non mi impedisce di pensare che spesso dica anche cose che condivido, mentre non posso dire altrettanto di Marco Minniti, che mi sta si coglioni e basta.

Vabbè, ma mi sono chiesto “perché Minniti va in TV a parlare e sostenere la guerra in Ucraina?”. L’avevo lasciato che si era conquistato una certa notorietà per via dei famigerati decreti “Minniti-Orlando”. Ma vediamo cosa fa oggi Marco Minniti.

Marco Minniti è l’attuale presidente della Fondazione Med-Or. Lo scopo di Med-Or è di «promuovere attività culturali, di ricerca e formazione scientifica, al fine di rafforzare i legami, gli scambi e i rapporti internazionali tra l’Italia e i Paesi dell’area del Mediterraneo allargato fino al Sahel, Corno d’Africa e Mar Rosso (“Med”) e del Medio ed Estremo Oriente (“Or”)»

Al che mi sono chiesto: “a cosa serviranno tutti questi legami in una zona così densa di guerre?”. Beh, facile a dirsi visto che Med-Or è stata fondata da Leonardo Spa (Ex finmeccanica) descritta da wikipedia come “un’azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza“.

In pratica Marco Minniti a me ricorda molto un “rappresentante di armi“. Non c’è da stupirsi che sostenga posizioni favorevoli all’escalation militare e che non escluda neppure la terza guerra mondiale. Chissà, forse ogni nuova guerra lo rende più felice. A vederlo in TV sembrava proprio soddisfatto.

l’8 per mille allo stato e l’edilizia scolastica (a chi va veramente?)

Si avvicina il tempo della dichiarazione dei redditi. Ormai tutti sanno che è possibile indicare nella propria dichiarazione dei redditi cosa fare con l’8 per 1000.

  • 1. Non fare nulla (e verrà ripartito sulla base delle indicazioni espresse dagli altri)
  • 2. Destinarlo ad una specifica religione tra quelle “riconosciute”
  • 3. Destinarlo allo Stato

Se si indica allo Stato è possibile specificare ulteriormente cinque possibili sotto-destinazioni:

  • 1) Fame nel mondo
  • 2) Calamità Naturali
  • 3) Edilizia scolastica.
  • 4) Assistenza Rifugiati
  • 5) Conservazione di Beni Culturali

Quest’ultimo punto l’EDILIZIA SCOLASTICA riguarda “la ristrutturazione, il miglioramento, la messa in sicurezza, l’adeguamento antisismico e l’efficientamento energetico degli edifici.”.

Come se “messa in sicurezza” e “adeguamento antisismico” fossero attività facoltative e dipendessero da quante persone indicano questa voce specifica in dichiarazione dei redditi, mentre dovrebbero essere obblighi ai quali lo stato DEVE rispondere ricorrendo alla fiscalità generale. (Detto tra noi, presidi, insegnanti, studenti e genitori, dovrebbero impegnarsi e protestare per poter iniziare l’anno scolastico con gli edifici messi in sicurezza, nessuno dovrebbe entrare in scuole che non siano in regola da questo punto di vista)

Ma a parte questo, sono andato a cercare qualche informazione in più e sul sito del governo c’è scritto come saranno usati questi soldi:
Gli interventi per gli immobili adibiti all’istruzione scolastica, di proprietà pubblica dello Stato, degli enti locali territoriali e del Fondo edifici di culto di cui all’articolo 56 della legge 20 maggio 1985, n.222, riguardano la ristrutturazione, il miglioramento, la messa in sicurezza, l’adeguamento antisismico e l’efficientamento energetico degli edifici.

Notare il passaggio: “e del Fondo edifici di culto“.

In pratica, mi pare di capire, chi destina il proprio 8 per 1000 allo Stato specificando “per l’edilizia scolastica” pensa di darli per qualcosa di pubblico, di statale, invece i suoi soldi saranno usati per gli edifici di culto.

Bella roba, davvero.

Fonte: Otto per mille a diretta gestione statale, tipologia degli interventi ammessi (Governo.it)
https://www.governo.it/it/dipartimenti/dica-att-8×1000-tipologie/12636

Le sanzioni Economiche non servono e inaspriscono il conflitto

Se bloccassimo le importazioni di gas e petrolio, sarebbero sufficienti pochi giorni – al freddo e con i costi dei carburanti alle stelle – per vedere aumentare sensibilmente la quota di italiani contrari ad interventi militari o sanzioni. Che già oggi sono la maggioranza.

Rassegnamoci. Le sanzioni non serviranno a molto.

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