Parlateci di Bibbiano. Perchè?

Com’è noto gli strateghi della comunicazione della Lega e di Salvini monitorizzano il “sentiment” nei confronti del partito e del loro leader.  Sono anche in grado di orientare la comunicazione, nei social network e nei giornali o nelle TV che controllano, su temi che possano sviare l’attenzione da argomenti non graditi. Meglio ancora se allo stesso tempo i temi distraenti riescono anche a denigrare l’avversario politico. Il caso di Bibbiano è un caso emblematico.

Usando Google Trends – è una cosa semplice alla portata di tutti – potete fare un’analisi delle ricerche effettuate negli ultimi 15 giorni e leggere questo racconto per parole chiave. Continue reading Parlateci di Bibbiano. Perchè?

Omaggio a Luciano de Crescenzo: la Cravatta

Ho sempre odiato la cravatta, come ho sempre mal tollerato le divise, i vestiti d’obbligo per certe situazioni. Non portavo neanche la divisa scout. Giusto il fazzolettone. Ok. Capisco gli abiti di sicurezza, fondamentali, o le divise nello sport che aiutano a distinguere i giocatori di una squadra dall’altra. Crescendo mi sono un po’ smussato e ogni tanto porto la giacca, ma la cravatta no, niente da fare, mi da un fastidio viscerale, mi sento soffocare e non l’ho mai portata.

Qualche minuto fa ho letto della morte di Luciano De Crescenzo. A me era estremamente simpatico. Secondo me è uno che si è goduto la vita. Mi viene spontaneo ricordarlo con queso brano tratto dal suo libro “Zio Cardellino”.

La cravatta

«Non ho ancora finito: togliti la cravatta.»

«La cravatta?»

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Ventimila Leghe (in fondo al mare)

Un’amica oggi ha postato su Facebook il testo di questa canzone che non conoscevo (l’ho già detto che di musica ne so proprio pochino?). Beh comunque sono contento che l’abbia postata perché così ho avuto modo di conoscere una bella canzone, che tra l’altro è una storia profetica perfetta per questi giorni.

La canzone è del 2010 e chi la cantava è scomparso nel 2016, tre anni fa, e parla dell’egoismo, dei pericoli di un mondo con troppi confini e individualismi. Una canzone dichiaratamente contro il secessionismo. Ci sono chiari riferimenti politici che, con la Lega al Governo, sono quanto mai attuali.

La canzone è Ventimila Leghe (in fondo al mare) e chi l’ha scritta è Gianmaria Testa

Ventimila Leghe (in fondo al mare)

Il primo fu Capo di Buona Speranza
chiuso per legge e decreto speciale
che la smettessero le onde pacifiche
d’imbastardire quell’altro mare.

Poi fu la volta di Panama e Suez
e quindi del Bosforo e di Gibilterra
ogni maroso pretese il rispetto
della sovrana indipendenza.

Niente più scambi di acque e di pesci
niente più giri del mondo in veliero
tutti i canali rimasero chiusi
a qualunque passaggio di flutto straniero.

Così per un poco tornarono chete
le acque dei mari di tutto il pianeta
ma non durò molto che un’onda riprese
a dir ch’era tempo di farla finita.

Successe che un giorno nel mare nostrano
lo Jonio pretese di stare da solo
e così vollero pure il Tirreno
il mar di Sardegna e l’Adriatico al volo.

Insomma -nessuno si mischi a nessuno-
tuonavan le acque dei bassi fondali
-ognuna rimanga ancorata ai suoi porti
e bagni soltanto le sabbie natali-

Sembrava finita ma era solo l’inizio
e anche così fu ben brutto vedere
in quel che era stata la grande distesa
lo strazio dei fossi a dividere il mare.

Era solo l’inizio, come già si diceva
perché ora la febbre secessionista
andava ammalando ogni singola riva
e niente e nessuno riusciva a dir basta.

Così da Trieste alla punta pugliese
e dalla Sicilia alla Costa del Sole
ogni più piccola cala pretese
l’indipendenza e non solo a parole.

Ma la questione divenne barbina
quando si presero goccia con goccia
e ognuna guardando la propria vicina
diceva -vai via o ti rompo la faccia-

Il mare fu presto una grande rugiada
inutile ai pesci e a qualunque creatura
morirono il tonno, l’acciuga, lo spada
restarono in secca le barche d’altura.

E poi un giorno, o una notte, non so
accadde qualcosa di ancora più strano
conoscete la formula H2O
si quella dell’acqua, che tutti sappiamo.

Ebbene l’idrogeno trovò da ridire
sostenne di avere la maggioranza
e quindi il diritto sovrano di ambire
all’ormai sacrosanta indipendenza.

Ci fu come un vento, un soffio infinito
e l’acqua dei mari s’invaporò in cielo
rimase un deserto di sale e granito
ma buio e profondo più nero del nero.

Illusione ottica che modifica i volti osservati trasformando le persone in mostri

Flashed face distortion effect” è il nome di questa illusione ottica che trasforma le persone in mostri orribili.

Ma come funziona?

Un filmato presenta coppie di volti di persone, uno sul lato destro e un sul lato sinistro.  Al centro tra le due immagini, un puntatore a croce da fissare mentre le copie di volti si susseguono cambiando in un lampo (flash!) dopo essere rimaste a video per qualche frazione di secondo.

Pur fissando la croce al centro, l’occhi ha comunque la percezione di entrambi i volti, solo che in questa sequenza, ogni volto appare deformato, addumendo sembianze grottesche fino a diventare la caricatura di se stesso.

Il grado di distorsione è maggiore per i volti che hanno qualche caratteristiche che esce un po’ dalla media, in un particolare del viso. Per esempio se una persona ha una fronte grande, questa sembra particolarmente grande.

L’effetto è stato scoperto quasi casualmente da Jason M Tangen, Sean C Murphy e Matthew B Thompson ed è descritto anche in questo documento.

Questa la versione con “persone normali”

Dovrebbe essere quella origina, ma a mio avviso è un po’ troppo veloce.

Questa invece la versione con le celebrità

Un po’ più lenta, accentua l’effetto caricatura