Generatore di Piani Sanitari

Istruzioni: è  sufficiente ricaricare la pagina per generare automaticamente un nuovo piano sanitario. 

Generatore Automatico di Piani Sanitari. Cos'è?
Mi sono imbattuto in una pagina ironica addirittura del 2001 in cui si raccontava di uno studio linguistico sui vari programmi o piani sanitari condotto dal prof. Marco Marchi dell'Istituto di Biostatistica ed Epidemiologia dell'Università di Pisa e dal prof. Piero Morosini, direttore di laboratorio dell'Istituto Superiore di Sanità che era servito da base per creare una tabella con concetti e frasi ricorrenti da usare per generare un numero eccezionale di frasi con risultati in cui è detto tutto e niente. Questa tabella era stata ribattezzata il "Generatore Automatico di Piani Sanitari". Di automatico però questo generatore non aveva molto e  quindi ho dedicato un po' di tempo per renderlo automatico per davvero.

La Lega propone un bonus per i matrimoni, ma solo quelli religiosi

Quando amici e conoscenti vengono a sapere, magari perché glielo dico io, che sono iscritto al circolo UAAR di Modena e che sono anche abbastanza attivo, molti mi chiedono a cosa serve “progagandare l’ateismo”. E’ un’ottima occasione per spiegare che l’UAAR ha tra le sue finalità principali non tanto la diffusione dell’ateismo, ma la diffusione del concetto di laicità, questo sì promosso attivamente, e la difesa dei diritti degli atei e degli agnostici perseguendo la realizzazione del terzo articolo della costituzione che prevede pari diritti per tutti i cittadini e che lo Stato si attivi per rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono di partecipare pienamente alla vita del paese.

Ma quando si parla di laicità o di diritti compressi molto spesso le persone non hanno la piena consapevolezza di come sono limitate nei loro diritti le persone non religiose o appartenenti a minoranze.

Un bell’esempio di cosa si intende per discriminazione ce lo offre la Lega (e te pareva) con una proposta di legge per introdurre un bonus fiscale per i matrimoni di giovani coppie.

Lo scopo dichiarato è quello non soltanto di dare un aiuto a nuovi nuclei familiari che si vanno formando, ma anche di far emergere il nero che si cela dietro le cerimonie. Per essere detratte, ovviamente, le spese devono essere corredate di documenti ed avvenire per bonifico.

Tutto bene? Ovviamente no. Infatti leggendo la proposta si scopre che lo scopo è quello di “agevolare quelle giovani coppie che intendono celebrare il matrimonio religioso e che avranno la possibilità di usufruire della detrazione del 20 per cento delle spese connesse alla celebrazione del matrimonio religioso“.

Bonus solo per matrimoni religiosi

Sono escluse ovviamente anche le recenti unioni civili

 

Inoltre, per usufruire del bonus i beneficiari devono essere in possesso della cittadinanza italiana da almeno 10 anni, creando un ulteriore discrimine che mette in crisi il concetto stesso di cittadinanza, differenziando tra cittadini di prima categoria, quelli che sono italiani da un certo numero di anni,  e cittadini di seconda categoria, quelli che lo sono da poco tempo.

Il bonus ovviamente, per lo Stato è un costo. (Nota: quando parlo con le persone, ho notato che spesso detrazioni, deduzioni, incentivi, bonus non sono percepiti come costo, ma sono visti come “ricavo”). Comunque per lo Stato queste detrazioni sono un costo e come ogni costo bisogna anche dire dove vengono presi i soldi. Il che in estrema sintesi avviene prelevando dalla fiscalità generale. In pratica si danno soldi SOLO a chi contrae un matrimonio religioso, ma questo costo viene pagato da tutti anche da atei e agnostici.

Credo che sia un ottimo esempio di come la classe politica italiana sia ancora clericale e mantenga un atteggiamento supino nei confronti della religione. Un esempio eclatante, che si aggiunge a molti altri, di come quotidianamente e silenziosamente il concetto costituzionale di laicità venga violato, di come si creino discriminazioni nei confronti di atei e agnostici e di perchè c’è bisogno dell’UAAR in Italia.

Dal manifesto dell’UAAR

In un paese migliore, un’associazione come l’Uaar non dovrebbe nemmeno esistere.

I paradossi della tolleranza nelle organizzazioni collettive

Il paradosso della tolleranza, formulato da Karl Popper nel 1945, partiva da un’osservazione: una collettività caratterizzata da tolleranza indiscriminata è inevitabilmente destinata ad essere stravolta e successivamente dominata dalle frange intolleranti presenti al suo interno.

Popper, concludeva in modo apparentemente paradossale affermando che l’intolleranza nei confronti dell’intolleranza stessa è una condizione necessaria per la preservazione della natura tollerante di una società aperta. Continue reading I paradossi della tolleranza nelle organizzazioni collettive

365 giorni vissuti intensamente

Mercoledì sera sono salito di livello. Con la nascita della nipotina Ginevra, figlia di Chiara, sono diventato ufficialmente nonno. Mi sento ancora un ragazzino, nonostante i pochi capelli e la barba bianca. Non credo di essermi reso conto ancora bene di cosa comporti il nuovo titolo “nonno”, lo scoprirò presto. Ho comunque passato una notte serena dormendo di gusto assaporando il mio nuovo  grado. Continue reading 365 giorni vissuti intensamente

Appuntamento al BUK, il festival della piccola e media editoria

Anche quest’anno sono andato al Festival della Piccola e Media editoria a Modena che quest’anno era collocato (soprattutto) al Chiostro di San Pietro.

Anche se ultimamente leggo meno, qualcosina l’ho comprato. Ecco cosa. Continue reading Appuntamento al BUK, il festival della piccola e media editoria