Category Archives: Lettura e Scrittura

Appuntamento al BUK, il festival della piccola e media editoria

Anche quest’anno sono andato al Festival della Piccola e Media editoria a Modena che quest’anno era collocato (soprattutto) al Chiostro di San Pietro.

Anche se ultimamente leggo meno, qualcosina l’ho comprato. Ecco cosa.

Don Arturo, Curato di Campagna

di Franco Gigliotti
Istos Edizioni

Franco Gigliotti è il nonno di Michela, una ragazza che lavorava alla libreria di Baggiovara, quando a Baggiovara c’era ancora una libreria. Gigliotti, andato in pensione, si è iscritto ad un corso di scrittura creativa, ha scritto un primo libro (La scarpa) e ha cominciato a pubblicare con regolarità i suoi gialli. La sua bancarella da tanti anni non manca mai a BUK. Quest’ultimo libro è un romanzo tratto dalla storia vera di un prete realmente esistito a Bibbona, un paese della Toscana. Si narra, si dice, si racconta che questo prete abbia trovato addirittura il tesoro dei templari… (e gli importanti lavori di restauro alla chiesa sembrano confermarlo).

Senti le Rane

di Paolo Colagrande
Nottetempo

Girando per la fiera ho incontrato Ugo Cornia. Oltre a farci quattro ghignate, mi dà sempre degli ottimi consigli, e quest’anno mi ha messo in mano un libro di Paolo Colagrande del quale non avevo ancora letto nulla anche se è uno famoso (vincitore nel 2007 del Campiello Opera Prima, per dire). Che roba è? Chiedo a Ugo. E lui mi dice, prova a leggere la prima pagina, mi sa che potrebbe piacerti, Così ho cominciato a scorrere le prime parole “Cosa aveva in mente Leonardo da Vinci mentre disegnava l’Uomo vitruviano nudo dentro al cerchio e al quadrato io non lo so, ma c’è il caso che non avesse in mente niente, era annoiato, di quella noia mista a malanimo che prende gli uomini soparattutto il pomeriggio dopo un certo orario

Cazzo! Non ho ancora capito di cosa parla, ma mi piace…  salto con gli occhi qualche riga più avanti “Del resto se noi oggi, dopo cinquecento anni, guardiamo il disegno dell’uomo nudo goemetrico e ci viene automaticamente da ridere come delle scimmmie, che è un dato empirico da accettare  con maturità e senza ipocrisie…

Sono quasi convinto, apro a caso e mi trovo la parola Gerusalemme che ho visitato un paio di mesi fa e che mi ha affascinato tanto.

Tre indizi fanno una prova. Lo compro.

Il giro del mondo in 80 giorni

Michael Palin
Sagoma Editore

Avete letto bene, non Jules Verne, ma Michael Palin, sì proprio lui, quello dei Monty Python. Qualche anno fa, ad un’altra edizione di BUK avevo comprato “Viaggio nella nuova Europa” e mi era piaciuto molto. Ultimamente ho una gran voglia di viaggiare, ma non so quanto potrò farlo, almeno che mi diverta leggendo i viaggi degli altri…

Quest’anno non c’era Roberto Da Re Giustiniani con la sua Kellerman, e mi è dispiaciuto un sacco. Viene dalle mie parti (ha abitato anche in Alpago, a Sitran, per un po’) quindi ci ha sempre delle proposte librarie interessanti, anche perché spesso parlano delle mie zone d’orgine. Che peccato!

E’ stato piacevolissimo l’incontro con Gianulca Galletti fondatore di una casa editrice che per la prima volta si presentava a BUK Modena: Tuga Edizioni. Gianluca un intraprendente ragazzo di Bracciano (molti dei suoi titoli sono dedicati a quella splendida zona d’Italia) entusiasta del Portogallo. Da quello che mi ha raccontato, seguendo la sua passione per la lingua portoghese e la traduzione, deve aver avuto una vita piuttosto movimentata. Ha abitato anche tre anni in Angola, per dire. Così, qualche anno fa ha deciso di fondare una casa editrice, la Tuga Edizioni, appunto, con l’idea di proporre al pubblico italiano opere in lingua portoghese che, a quanto dice, ha molto da offrire anche se in Italia conosciamo pochissimo Saramago, Pessoa e poco altro.

Gianluca Galletti
Gianluca Galletti e la Tuga Edizioni. In primo piano I cartelli rosso verdi “Letteratura Lusofona”

Nell’ultimo periodo una serie di coincidenze mi ha fatto imbattere spesso nel Portogallo, paese in cui sono stato solo una volta più di vent’anni fa. Vecchi CD che mi sono tornati tra le mani,  scansioni di diapo scattate durante le  vacanze, account Instagram portoghesi che non si sa per quale motivo iniziano a seguirmi, Teresa Salgueiro che viene a Modena (mancata accidenti!)  e allora mi sono divertito a interpretare l’incontro con Tuga Edizioni come un segno del destino e così ho preso ben due libri su questo paese alla fine del mondo. Tra i titoli c’era anche la storia dello sfortunato amore tra Pedro e Ines, che però già conoscevo e che per la verità è anche un po’ triste e un po’ truce e allora ho scelto altri titoli più allegri.

C’era una Volta in Portogallo

Daniele Coltrinari, Luca Onesti
Tuga Edizioni

No, non è un libro di favole, ma un libro che parla del “Giro del Portogallo”, Volta a Portugal appunto, la corsa ciclistica a tappe che si svolge per le strade del Portogallo. Daniele Coltrinari e Luca Onesti, appassionatissimi del paese (sono anche autori del sito SosteniamoPereira.org) e di ciclismo hanno seguito per anni la competizione, incontrando e raccontando persone, usanze e tradizioni, visitando luoghi poco noti. Insomma una via di mezzo tra una guida turistica e il racconto di un’avventura. La prefazione è del mitico Marco Pastonesi, che con il suo nome dà una specie di certificato di garanzia sulla qualità del prodotto.

D’amore e baccalà

Alessio Romano
EDT

Me l’ha venduto sempre Gianluca di Tuga edizioni, anche se non è edito da lui, ma da EDT. Poco importa. È un romanzo,  una storia d’amore ambientata a Lisbona. I titoli dei capitoli sono spassosi: La caduta dal tram 28 (quello che si vede in molte foto di Lisbona), Nel letto di Amalia (Rodriguez, ovviamente, che credevate?), Cinquanta sfumature di baccalà e molti altri fino alla dichiarazione di sfida Lisbona è meglio di Parigi.  Come mi ha detto Gianluca, è un romanzo ma è anche ricco di suggerimenti per chi vuole visitare Lisbona, con indicazioni di locali, cose da vedere insolite, percorsi sconosciuti ai più. Insomma ho preso anche questo libro come quello di Palin perché spero mi dia la spinta e la motivazione per fare un altro bel viaggio, magari, perché no?, proprio in Portogallo.

La storia incredibile dei ragazzi di Villa Giardini

Faccio un lavoro sedentario e verso sera cerco di trovare del tempo per sgranchirmi le gambe camminando un po’.

Questa sera, proprio mentre sto facendo la mia passeggiata, mi è apparso sulla timeline di Facebook questo evento: la presentazione di un libro che racconta una storia vera e agghiacciante di violenze e sopraffazioni esercitate su bambini e ragazzi colpevoli solo di essere “diversi” o disagiati, e che per questo venivano ricoverati in questo “manicomio per bambini”.

Che storia incredibile, ho pensato. ma stavo camminando e ho letto la presentazione distrattamente. Solo più tardi ho riletto per bene e ho visto che questo luogo degli orrori si trovava a Casinalbo, proprio vicino a casa mia, e mi è venuto in mente che lungo il percorso della mia passeggiata sera c’è un bel complesso in decadenza. Vicino al cancello, da qualche tempo, è apparso un cartello che annuncia un prossimo intervento di riqualificazione con tanto di rendering e numero di telefono per informazioni.

Vuoi vedere, mi sono chiesto, che è proprio quell’edificio abbandonato il luogo per anni ha nascosto quell’orrore? Una ricerchina su Google e ho avuto la conferma che si tratta proprio del complesso di Villa Gardini che dà il titolo al libro.

Anche se mi ritengo piuttosto razionale, sono sensibile come tutti alle coincidenze, e non potrò certo mancare alla presentazione di questo libro. Ci vediamo alla Tenda il 10 gennaio!

L’evento facebook

I RAGAZZI DI VILLA GIARDINI
Il manicomio dei bambini a Modena (Editoriale Aliberti, 2018)

Intervengono:
Paolo Tortella, autore del libro
Elena Becchi, curatrice del libro
Alberto Molinari, Istituto Storico Di Modena
Luca Negrogno, Associazione Insieme a Noi

Il libro

Paolo Tortella - I ragazzi di villa giardini
Il manicomio dei bambini a Modena

Sebastiano Vassalli è morto e mi dispiace

Poco fa alla radio (che ascolto solo quando sono in auto) hanno detto che è morto Sebastiano Vassalli. Mi dispiace davvero.

Dal 1993 quando un cliente mi aveva consigliato “La Chimera” e me l’aveva fatto scoprire, per almeno una quindicina d’anni, Vassalli è stato costantemente presente nelle mie letture, Sono tutt’ora convinto la Chimera che sia uno dei più bei libri che io abbia mai letto. Bellissimo anche Marco e Mattio, ma questo giudizio è viziato dal fatto che è ambientato dalle mie parti.

Sebastiano Vassalli ritratto da Giuliano Della Casa
Sebastiano Vassalli ritratto da Giuliano Della Casa

Per un po’ di anni, dicevo, ho acquistato tutti suoi libri appena usciti e non vedevo l’ora che ne venisse pubblicato un altro. Nell’attesa leggevo quelli che un amico scrittore mi prestava, un po’ più vecchiotti e introvabili.

(Questo mio amico l’aveva anche conosciuto Sebastiano Vassalli e mi raccontava che se lo andavi a trovare non potevi usare il bagno, perché Vassalli per un po’ di tempo aveva tenuto dei pesci, forse delle carpe, nella vasca e i pesci dovevano stare al buio)

Gli ultimi, libri non li ho letti. Li notavo sempre quando uscivano, li prendevo in mano, dicevo tra me e me, questo è un libro da comprare, ma poi, chissà perché, non concludevo l’acquisto. Forse colpa di qualche libro di racconti che non mi aveva convinto. Mah…

Era bravissimo scovare nel presente il passato scomparso, un passato di cui a volte rimane appena qualche indizio che solo lui riusciva a vedere e da cui far partire una ricerca accurata. Usanze che non si usano più, fatti veri diventati leggendari e indistinguibili dalla realtà storica, mestieri scomparsi, briganti, poeti… Partendo da un nome curioso guidava il lettore alla scoperta di un passato di cui si riusciva ad avvertire, ma stando molto attenti, solo una lontanissimo eco.

Riporto un brano da “La notte della cometa”, evidenziato da Paolo Nori nel suo Blog che forse chiarisce meglio.

A Modena e in altre parti d’Italia, all’inizio del secolo, il vino si vendeva e si beveva «a ore», in una sorta di epico confronto tra bevitore e oste che configurava un modello economico purtroppo abortito: oltre il liberismo, oltre il socialismo, la terza via dell’economia mondiale. Il bevitore entrava all’osteria, pagava «l’ora» in anticipo poi beveva per un’ora tutto il vino che gli entrava in corpo. Generalmente crollava (appena fuori le mura, a Modena, c’era un locale denominato «Sedia elettrica» per via dei molti che, seduti, non riuscivano più a rialzarsi da soli): ma capitava pure che fallissero gli osti.

Lo scorso maggio Sebastiano Vassalli è stato incluso nella rosa dei candidati al Nobel per la Letteratura 2015.

“Inšallah, Madona, Inšallah” di Miljenko Jergović

Inšallah, Madona, Inšallah
Inšallah, Madona, Inšallah

Ho iniziato da qualche giorno a leggere questo libro.

Inšallah, Madona, Inšallah” di Miljenko Jergović

Avevo già letto Freelander che mi era piaciuto, anche se non ero convinto fino in fondo, e volevo leggere qualche cos’altro di Jergović, perchè mi era sembrato comunque un tipo interessante. Avevo notato questo Inšallah, Madona, Inšallah, una raccolta di racconti, forse – pensavo – di più facile lettura. E così per il mio compleanno me lo sono regalato. Ma non sapevo a cosa stavo andando incontro.

Il buon Jergović, ha ripreso un genere tradizionale di musica bosniaca, le sevdalinke, ne ha scelte un certo numero e ha provato ad esplorare, usando la forma del racconto, cosa sarebbe successo se la canzone fosse stata cambiata, se ciò che era stato raccontato in in musica a versi fosse stato riprodotto raccontando una storia diversa. 

Miljenko Jergović
Miljenko Jergović

Jergović definisce questa costruzione remix e ci tiene a specificare che, pur indicando per ogni racconto la sevdalinka alla base della canzone, non ha voluto riportare i testi perché il remix è sorto “dalle canzoni dalle loro esecuzioni, dalla musica dalla voce, dalla fisarmonica, dal saz… Quindi la registrazione sonora sarebbe l’unica base adeguata”.

Mai sentita una sevdalinka prima (o se l’avevo sentita non sapevo che cos’era). Tanto meno avevo idea di cosa stava parlando Jergović nelle introduzioni/spiegazioni di ogni racconto. Come fare per capire cosa stava combinando Jergović con questi remix. Mah…

Dopo aver letto i primi 4-5 racconti (sono diciannove in tutto) ero sempre più curioso di capire questa operazione.

Allora, pure consapevole dei limiti di quanto stavo facendo (non so la lingua, non conosco la cultura, sono sostanzialmente un ignorante in materia) mi sono messo a cercare su youtube le sevdalinke che hanno fornito il materiale a Jergović .

Vista la fatica che ho fatto ho pensato riportare quanto trovato in questo post, sperando che qualche altro lettore di Inšallah, Madona, Inšallah” di Miljenko Jergović  possa trovare utile questa piccola ricerca.

Continue reading “Inšallah, Madona, Inšallah” di Miljenko Jergović