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Pavarotti e Liza Minelli: New Law, New Law

La Sora Cesira ha prodotto un altro video parodia. Sulle note di New York, New York Luciano Pavarotti e Liza Minelli duettano insieme. Il video originale è tratto dalla performance a Modena per Pavarotti & Friends del 1996.

Il video celebra il passaggio alla camera della cosiddetta “Prescrizione Breve” e tutta l’attività svolta dal nostro parlamento che si dedica esclusivamente alla produzione di nuove leggi ad personam per salvare dal processo Silvio Berlusconi.

Come sempre il testo è in inglese maccheronico e molto divertente. “New York, New York” diventa “New Law, New Law” e contiene frasi mirabili come “to save the cul of the nanett”, “the premier purtropp / is very occupate” e così via.

Hey Luciani – the Fall

The Fall - la band di Hey Luciani

Da un paio di settimane vado a fare fisioterapia per la spalla. La fisioterapista sintonizza sempre la radio su K-Rock e faccio gli esercizi ascoltando con poca attenzione musica che di solito non mi solletica più di tanto.

Nel cervello delle persone però ci sono degli meccanismi che riescono a riattivare l’attenzione da uno stato di semi incoscienza. A me capita sempre quando scorro il giornale: se l’occhio intercetta delle “R“, “B” e “Y“, in una parola, io automaticamente leggo Rugby, e la mia attenzione si focalizza sull’articolo (non immaginate quanti articoli su RuBY ho letto in questo periodo!).

Stessa cosa con l’ascolto. Se capto la parola “Luciani“, da buon bellunese che è stato addiritturra a scuola e in appartamento con il nipote di papa Giovanni Paolo I, il mio ascolto si fa più attento.

Così ieri  il mio stato di trance da esercizio è stato interrotto dalla parola Luciani, perchè stavano trasmettendo un brano che non mi sarei mai aspettato in una radio rock.

E invece, The Fall, un gruppo post-punk inglese, ha dedicato una canzone proprio a papa Luciani, che aveva creato molte aspettative deluse per la sua dipartita anticipata.

Vi riporto il video e il testo.

http://www.youtube.com/watch?v=BBomZZz72d8

Aborteum.
I said Luciani
The future’s here today
I said Hey Luciani
Pope of three three days

They made out you were are an ultra nut
And had no time for your Christianity
You paid with your life for their treachery
The future’s here today
The future’s here to stay
Luciani

Hey Luciani
Jesus has gone away
I said Hey Luciani
Meet the Church, Bank, S.A.**

They said you were of peasant stock
And one day the curia murdered you
Your hermeneutics are through
And on that fruited plain
The corporate bishop’s graze
Exit church of poverty and pain
The future’s here today
The future’s here to stay

Hey Luciani
A pop star in your cell
I said Hey Luciani
A Polish son of Hell

You were the first John Paul I
How is it your ‘Christian’ is gone?
Can you see it from your grave?
The TV snow-storm on top,
The brass Holy Grail
Imitation for sale
The future’s here today
Luciani

And all the cowls are black
On an inquisition rack
The future’s here today
The future’s here to stay
Luciani

 

Parodia automatica della canzone di Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore

Geniale come sempre Metilparaben, che sul suo blog pubblica il

Generatore automatico di canzoni di Pupo e Emanuele Filiberto

Come funziona?

Molto semplice, si va sulla pagina e, ogni volta che la si ricarica, compare una nuova parodia della canzone che ha orripilato gli Italiani che hanno pensato di chiedere a gran voce il ripristino dell’esilio dei Savoia con tanto di Gruppo su Facebook. (Sono il 12° fan)

Chiedi lesilio dei Savoia su Facebook
Chiedi l'esilio dei Savoia su Facebook

Ecco uno dei testi che mi è uscito dal mitico generatore.

[PUPO]
Io credo sempre nel canguro
nella furbizia e nel fluoro
nel doppiomento che ci unisce
intorno alla nostra poltiglia
Io credo nelle polluzioni
di un popolo che non si stende
e soffro le masticazioni
di chi possiede un cane assente

[EMANUELE FILIBERTO]
Io credo nella mia tempura
e nella mia erezione
per questo io non ho paura
di far merenda col torrone
io sento battere più forte
il cuore della mia bestiola
che oggi più lungodegente
si cura contro la malaria

[CANONICI]
Sì, mi chiamano Fifì!
Per dire a mamma e a zio
Siberia amore mio!
No, io non scoreggerò
per dire a mamma e a zio
Sardegna amore mio!

[EMANUELE FILIBERTO]
Ricordo quando ero girino
viaggiavo con la fanteria
chiudevo gli occhi e immaginavo
di avere un punto nero in faccia

[PUPO]
Tu non potevi andare al mare
pur non avendo un detergente
ma mai ti sei paragonato
a chi scopava veramente

[CANONICI]
Sì, palpeggiami così!
per dire a Padre Pio
Siberia amore mio!
No, io non scatarrerò
per dire a mamma e a zio
Culonia amore mio!

[PUPO]
Io credo ancora nel prospetto
nell’onestà del coito orale
nel ragno ucciso per diletto
e in un paese più maiale

[EMANUELE FILIBERTO]
Sì, infilamelo qui!
per dire a Padre Pio
Calabria amore mio!

(anche questo, come la parodia di De Gregori fatta da Oreglio, è da ascoltare tenendo l’originale come base)

Flavio Oreglio: parodia di De Gregori su il Misfatto

Oggi è uscito “il Misfatto”, l’inserto satirico de “Il fatto quotidiano”

Ovviamente sono corso a comprarlo.  Promette bene.

Ricordate la “Leva calcistica della classe ’68“, la canzone di De Gregori che parla del ragazzino intimorito di fronte alla responsabilità di battere un calcio di rigore.  Beh, ecco il testo riveduto e corretto da Flavio Oreglio. Il testo l’avevo trovato sul suo blog, ma la pagina non risponde più.

Silvio guadagna dai palazzi in costruzione
Dalla TV dai quiz dai campi di pallone
Di barzellette ne sa più di cento
Le spara in ogni dove

Silvio cammina che sembra un uomo
Con le scarpette e l’imbottitura
Da vent’anni sfugge alla magistratura

Silvio non aver paura di cambiare la costituzione
Non è mica da questi particolari che si giudica un dittatore
Un dittatore lo vedi dal razzismo, dalla censura, dall’ipocrisia

E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai
Di oppositori finti che non si sono opposti mai
ed hanno appeso la falce a qualche tipo di muro
e adesso piangono dentro a un bar,
e sono capolista da dieci anni
in un partito che non han votato mai.
Chissà quanti ne hai corrotti, quanti ne corromperai.

Silvio capì fin dal primo momento,
il lodo Alfano lo faceva contento
decreti legge e voti di fiducia
per bypassare il Parlamento

Prese un partito che sembrava sfigato,
dal predellino lui l’aveva annunciato,
invitò il popolo ad andare a votare
e Veltroni disse “Si può fare”

Silvio non aver paura di cambiare la costituzione
Non è mica da questi particolari che si giudica un dittatore
Un dittatore lo vedi dal razzismo, dalla censura, dall’ipocrisia

Silvio se la caverà, anche se messo alle strette,
una velina lo terrà stretto stretto alle sue tette.

Vi consiglio di leggerla mentre tenete in sottofondo, l’originale di Francesco De Gregori.

http://youtu.be/702tXtKsvg4