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Fabrizio De Andrè ci ha lasciato 20 anni fa

Volevo ricordare Fabrizio de Andrè morto vent’anni fa, quando avevo da poco compiuto 36 anni e mi trovavo nel periodo più intenso della mia vita.   Mi sembra quasi “doveroso” scrivere qualcosa perché la musica di De Andrè mi ha accompagnato dall’infanzia e non ha cessato di accompagnarmi dopo quell’11 gennaio del 1999.  Se prima aspettavo da lui qualcosa di nuovo poi ho riascoltato centinaia e centinaia di volte le sue canzoni, da solo, con gli amici, con la famiglia. Le canzoni di De André, le sue parole, ed è la magia di questi capolavori, si adattano a chi le ascolta, al momento che sta vivendo,  a volte ricordando un momento passato altre volte raccontando qualcosa di nuovo.

Allora ho scritto qualcosa, ma rileggendolo mi è sembrato tanto banale e scritto male che ho pensato che sarebbe stato meglio se me lo fossi tenuto per me.

Perciò mi limito a ricordare qualche canzone che in questo momento mi sembra particolamente bella, pure sapendo che che quando riproverò a fare un elenco simile in futuro Fabrizio mi saprà suggerire qualcosa che non avevo sentito,  mi regalerà brividi e emozioni che non avevo avvertito, e le canzoni saranno altre, e in questo sta la sua grandezza.

 

La canzone dell’amore perduto

Mi è sempre piaciuta un sacco.  Sono stonatissimo e questa è quella che mi dispiace di più quando, provando a cantarla, la violento.

 

Via del campo.

Questa forse è la prima che ho sentito. Ero a casa della zia e avrò avuto una decina d’anni.

Ave Maria

Sembra strano che io, ateo, metta nella mia hit una canzone che si intitola come una preghiera… ma è così bella.

Il testamento di Tito

Una canzone che la dice lunga sull’ipocrisia di molti esseri umani

 

Prinçesa

Perché fino all’ultimo non ha mai smesso di interessarsi agli ultimi della terra.

 

P.S. Ho scelto una foto di copertina mentre De Andrè fuma perché ricordo la rabbia che ho provato quando è morto per un tumore ai polmoni.  Ho pensato, ma come hai fatto a non capire che fumando avresti aumentato a dismisura la possibiltà di creapare di cancro, perché hai voluto privare il mondo del tuo immenso talento? Forse è un sentimento un po’ egoistico, in fondo ognuno deve avere diritto di crepare come gli pare, ma niente da fare una rabbia che provo sempre quando vedo persone di talento o a me care che si infilano in bocca quelle maledette sigarette. GRRRR!