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Ricetta per una razza padrona. Oppskrift for Herrefolk di Mari Boine Persen

Continua la mia esplorazione dei vecchi CD riascoltandoli e cercando le traduzioni di canzoni che mi erano piaciute anche se non ne avevo colto il significato.

Questa mattina lo stereo gracchiava e scricchiolava come non mai, ho dedicato un po’ di tempo nel rifare i collegamenti. E poi ho riascoltato uno dei primi CD comprati 30 anni fa. Mi ero trasferito da poco a Modena, in quell’epoca di vinili e musicassette, e non avevo neppure un lettore CD e uno stereo decente. Per un’anno, un anno e mezzo, forse anche due, ho comprato CD accumulandoli in attesa di comprarmi uno stereo per ascoltarli e poi, quando finalmente lo stereo è arrivato, ho fatto una tremenda scorpacciata musicale. Tra i primi quello che oggi mi è ricapitato tra le mani: “Gula Gula” di Mari Boine Persen. Continue reading Ricetta per una razza padrona. Oppskrift for Herrefolk di Mari Boine Persen

Riformiamo la scuola (con Umberto Galimberti)

Ho avuto modo di vedere – a distanza di oltre un anno – una bella intervista a Umberto Galimberti sull’argomento scuola.  Molte le proposte dell’illustre filosfo che condivido totalmente e che in diverse situazioni mi è capitato di esternare. Certo, ammetto che se lo dice Galimberti, ognuna di queste proposte ha una consistenza diversa…

Riporto alcuni punti di partenza per me essenziali per una qualsiasi riforma scolastica e vi invito a leggere l’intervista o a guardare il video. Continue reading Riformiamo la scuola (con Umberto Galimberti)

Lisbona, l’Alfama, i Madredeus e la saudade per un viaggio del 1996

«La nostalgia è un luogo mobile che appare e scompare sulle carte della fantasia ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi»
(J. Saramago)

Questa settimana un sacco di riferimenti mi hanno portato a pensare al Portogallo: prima un compagno di partito neopensionato (Paolo) appena tornato da una vacanza di due mesi dal Portogallo, poi l’incontro al bar di un altro amico (Luigi) che mi annuncia la sua prossima vacanza a Lisbona con tutta la famiglia.

Insomma, questa sera va così,  riguardando un po’ di foto scattate in Portogallo e a Lisbona, una città che non si può dimenticare, mentre ascolto la splendida voce di Teresa Salgueiro dei Madredeus che canta “Alfama”, la colonna sonora di un film di Wim Wenders e del nostro viaggio nel lontano 1996.

 

 

“Agora, que lembro
as horas ao longo do tempo
Desejo, voltar
voltar a ti
desejo te encontrar
Esquecida
em cada dia que passa
nunca mais revi a graça
dos teus olhos
que amei.
Má sorte, foi amor que não retive
e se calhar distraí-me
– Qualquer coisa que encontrei”.


“Adesso che ricordo
le ore nel corso del tempo
Desidero tornare
tornare da te
desidero incontrarti
Dimenticata
in ogni giorno che passa
non ho più rivisto la grazia
dei tuoi occhi
che ho amato
Sfortunato
è stato l’amore che non ho conservato
forse mi ha distratto
qualche cosa che ho incontrato…”.

Selvaggio a Chi?

Impariamo a guardarci dall’esterno,  per conoscerci meglio e per combattere razzismo e pregiudizi

Da quando siamo passati al digitale terrestre guardo sempre meno la televisione. In pratica la uso per guardare film (ne guardo anche troppi), qualche serie (pochine) e nei periodi giusti le partite di rugby della nazionale.

Oggi però dopo pranzo ho trovato la TV sintonizzata su Rai Scuola e stavano trasmettendo un documentario “Selvaggio a Chi?” che racconta il viaggio in Inghilterra di 5 abitanti di Tanna, isola dell’arcipelago del pacifico di Vanuatu.

Mi ha sempre affascinato l’idea di riuscire ad osservarmi dall’esterno, sia come singolo che come membro di una comunità più ampia. Come mi vedono gli altri? Quali sono i comportamenti che io giudico normali e che a qualcun altro sembrano strampalati? Penso sia un utile esercizio di ricollocamento, un’occasione anche per pensare alla scala dei propri valori, e anche alle motivazioni che danno senso alla nostra vita.  Un’altra motivazione per fare questo esercizio ce la offre Umberto Galimberti in un’intervista  sul metodo RULER di educazione emozionale.  “Il razzismo nasce proprio dall’incapacita’ di riconoscersi nell’altro, e su questo dobbiamo intervenire oggi piu’ che mai“.

Anche il documentario “Selvaggio a Chi?”, svolge la stessa funzione. Riporta le osservazioni di cinque persone con un cultura molto diversa dalla nostra e aiuta noi europei/occidentali ad osservarci dall’esterno, facendo pulizia nelle nostre abitudini e nel nostro conformismo, rendendo meno rigido il  nostro punto di vista, riducendo il nostro razzismo e avvicinarci un po’ all’essenza della nostra vita.

Beh, insomma, se avete un po’ di tempo, guardatevi “Selvaggio a Chi?”, sono sicuro che vi divertirete.