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Invictus: l’ultimo film di Clint Eastwood é sul rugby

Perché dobbiamo aspettare fino a febbraio???

dal Trailer di Invictus
dal Trailer di Invictus

Clint Eastwood ha fatto un nuovo film e, udite udite, parla di rugby! E’ la storia della decisione di Nelson Mandela di affidare al rugby (lo sport più razzista del Sudafrica) il compito di creare un’unità nazionale interrazziale. Un film che ha come protagonisti Morgan Freeman (Nelson Mandel) e Matt Damon (Francois Pienaar), con la regia di Clint Eastwood che migliora ad ogni film, man mano che invecchia.

Che si può desiderare di più? Niente, solo che in italia Invictus uscira in febbraio!

Quali insensate politiche commerciali avranno determinato l’uscita di Invictus nelle sale italiane per febbraio? Qualcuno dice per la vicinanza della notte degli oscar, qualcun altro dice che è per non far cannibalizzare il film dai cinepanettoni di Natale. E se fosse per uscire in concomitanza con il torneo delle Sei Nazioni, la massima espressione del rugby continentale?

Ma, forse non sapremo mai la vera ragione, ma mentre il resto del mondo si sta già godendo l’intero film, noi dobbiamo accontentarci del trailer di Invictus in Italiano.

Calcio scuola di vita – ma dove?

Il calcio, di per sè sarebbe anche un bello sport. Anch’io, di tanto in tanto mi diverto ancora a giochicchiare con i miei amici – malissimo ovviamente.

Il calcio è praticato in buona parte da giovani e giovanissimi in fase di formazione e la pratica sportiva è un’ottima occasione per trasmettere ai ragazzi valori importanti quali l’onestà e il rispetto delle regole; per costruire legami d’amicizia fortissimi con i compagni di squadra; per insegnare il rispetto del prossimo a cominciare dall’avversario. Anche il calcio, come tutti gli sport, ha l’opportunità di essere un’ottima scuola di vita per i ragazzi.

Purtroppo, però, nel calcio prevale troppo spesso la ricerca della vittoria a tutti costi. E troppo spesso vengono favoriti i furbetti e le loro astuzie poco dignitose, che danno pessimi esempi ai ragazzi che li seguono.

Quello che segue è un filmato contenente una carrellata di simulazioni calcistiche – delle vere e proprie vigliaccate. Il video fa poi un confronto con il rugby. Una lotta senza confronto, ovviamente…
(i primi 20 secondi si possono tranquillamente saltare)

Morale: se amate il calcio, fate in modo che cambi. Oppure mandate i vostri figli a giocare a rugby, che è molto meglio.

<img class=”size-thumbnail wp-image-1296″ title=”calcio-simulazione” src=”http://www.sonego.net/wp-content/uploads/2009/12/calcio-simulazione-150×150.jpg” alt=”Simulatore” width=”150″ height=”150″ />

Il presidente della Federazione Russa di Rugby

Ieri sera ho partecipato ad un rinfresco in onore di Maria Kopieva premiata a Modena da Profilo Donna. Mi aveva invitato un’amica che ha organizzato l’incontro. La signora si occupa di divulgare l’arte russa tramite una fondazione di cui è presidente.

Una serata piacevole, durante al quale ho avuto modo si scambare due chiacchiere con un mucchio di gente interessante: artisti, editori, giornalisti. Ho avuto l’opportunità di conoscere il mitico Maurizio Marinelli, fondatore della Baskerville.

Maria Kopieva è la moglie di Vyacheslav Kopiev il presidente della Federazione Russa di Rugby. Anche lui era presente alla serata e anche il figlio Vsevolod, un ragazzo simpatico e alla mano che fa l’editore in Inghilterra, col quale abbiamo chiacchierato un po’ prendendo il fresco fuori dall’hotel.

In passato non troppo lontano aveva una forte nazionale, che incontrava l’Italia abbastanza spesso. Poi, con la disgregazione dell’URSS, il rugby era precipitato. Kopiev ha avuto il compito di ricostruire una credibilità per la russia rugbyistica e sta ottenendo importanti risultati. Viste le enormi difficoltà, ha puntato prima sul rugby seven con cui ha conseguito ottimi risultati. E adesso ci sono buone speranze che possa partecipare anche ai mondiali del prossimo anno. Vedremo



Razzismo e Miopia

La Federazione Sudafricana di Rugby non vuole che la nazionale di rugby del Sudafrica disputi una partita contro i New Zealand Maori. La motivazione? Da quando hanno abolito l’apartheid non si accettano queste forme di discriminazione.

In Nuova Zelanda il rugby è stato un buono strumento per avvicinare bianchi e maori.

Ma com’è possibile che in sudafrica siano cosi accecati dal Politically Correct da non rendersi neppure conto della differenza tra una discriminazione razziale e l’intento di mantenere l’identità di un popolo anche tramite un gioco?

Italia-Pacific Islanders

Sono andato a Reggio Emilia a vedere il test match tra la nazionale italiana e una strana aggregazione di isolani del Pacifico. In pratica, giocatori provenienti da Fiji, Samoa e Tonga. Veramente poca cosa la nazionale italiana. Una delusione terribile. Sarà dura fare qualcosa di buono al prossimo sei nazioni. Contenti i nostri avversari che vincono per la prima volta.