Google, Bing e il Mollone di Roma

Da un po’ di tempo ho l’impressione che l’attività di Google sia condizionata da una premessa:  gli utenti sono dei deficienti (premessa che sfogliando un qualsiasi social network sembra empiricamente provata, ma lasciamo stare).

Cioè, quando si fa una ricerca, Google, invece limitarsi a cercare prendendo quello che ha scritto una persona, fa un ragionamento che presuppone l’incapacità di intendere e di volere di quell’utente. È come se Google dicesse, caro utente, hai cercato X, ma in realtà volevi cercare Y, te la faccio io la ricerca che tu avresti voluto fare se non fossi un idiota. E presenta dei risultati che c’entrano poco o nulla con quello che la persona stava cercando.

Questa mattina ho avuto la prova che Google fa proprio così.

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Virginia Raggi. Ha proposto la funivia invece del mollone.

Qualche giorno fa, Virginia Raggi, la candidata per i 5 stelle a sindaco di Roma), in una conferenza stampa al Senato ha presentato il piano mobilità per Roma.  Tra le varie proposte anche l’idea di  una funivia che colleghi Casalotti a Boccea, due zone di Roma altamente congestionate. Continue reading Google, Bing e il Mollone di Roma

Grazie Cruijff

Oggi è morto Cruijff, Johan Cruijff, leggendario giocatore e allenatore di calcio. Il mio primo ricordo.

Non avevo ancora 12 anni quando il calcio totale olandese fece la sua comparsa sulla scena internazionale. Era il 1974 e i mondiali erano quelli di Monaco. Ricordo l’emozione di questa partita contro l’URUGUAY.

Avevo la TV in bianco e nero (quasi tutti allora…). I giocatori dell’Uruguay sembravano usciti dalla macchina del tempo: quadrati, spigolosi, cattivi. Veri uomini che giocavano contro ragazzini impertinenti da prendere a sculacciate, capitanati dal più impertinente di tutti: Johan Crujiff.  Ma che sorpresa quando questi ragazzini sconvolsero il routinario mondo del calcio che conoscevamo. Eppure erano rispettosissimi delle regole (vedi l’uso del fuorigioco al minuto 4:40). Anzi le fruttavano a loro vantaggio. Una rivoluzione, ma gentile. Come non appassionarsi?

Vi riporto una sintesi di quella partita, nella quale ho ritrovato (grazie Youtube!) un’azione della quale conservavo il ricordo, ma che non avevo più rivisto.

Eppure ho ben chiaro in mente, come se fosse appena successo, il momento che potete trovare al minuto 2:34.

Un giocatore dell’Uruguay, credo il fosse uno dei più rappresentativi, è a centrocampo. Sa di essere forte e non è preoccupato. Sa di poter vincere l’uno contro uno, uscendosene con eleganza. Ma succede una cosa mai vista prima. Forse azioni simili si potevano vedere solo nei campetti improvvisati con i bimbi che corrono a grappolo, tutta la squadra, anzi tutte e due, intorno al pallone. Succede infatti che gli arrivano addosso non uno, non due, non tre ma cinque giocatori, in rapida sequenza. Un assalto irresistibile.

Il centrocampista uruguaiano cade e la sintesi di Youtube passa ad altro, ma nella mia memoria si è fissata la faccia stupefatta di un quel giocatore travolto, che non riusciva a capire cosa gli stesse succedendo. Il ’68 era appena passato, il mondo stava cambiando rapidamente e io non avevo neanche 12 anni. Forse è stato il momento in cui ho amato di più il calcio. Più ancora di Italia-Germania 4-3 o dei mondiali dell’82.

Per questo, oggi che il capitano di quella squadra se ne è andato per sempre, devo dire grazie Olanda. Grazie Johan Cruijff

Link

Come uscire da Skype con Windows 10

Da un paio di giorni ho installato windows 10. O meglio, si è praticamente installato da solo. Problemi pochi, vantaggi zero. Anzi vedo un sacco di svantaggi:

  • certe finestre piccoline di alcuni applicativi vecchiotti non hanno più spazio per la cornice
  • alcuni caratteri sono troppo grandi
  • altri sono sfuocati
  • dopo un giorno di lavoro (abituale, nulla di straordinario) il sistema si è piantato. Un crash con tanto perdita dei dati
  • SAGE ACT! mi dà un errore ogni volta che esce. Sospetto che non sta funzionando benissimo.

Vantaggi? Boh, l’unico che vedo è quello di aver unificato desktop e interfaccia “nuova”, quella a touch. Mah..

Invece ho perso un po’ di tempo con Skype. L’ho installato e non riuscivo a chiudere l’applicazione. (Io uso Skype solo saltuariamente). Riuscivo solo a ridurre il programma a icona. Il pulsante di destra non offre soluzioni. E neppure l’esplorazione del menu.

Alla fine ho consultato la rete e ho visto che non sono solo e ho trovato anche la soluzione, per la verità abbastanza banale.

1° passo per uscire da Skype con Windows 10

Bisogna cercare l’icona giusta, che si trova nella barra delle applicazioni, tra quelle nascoste.

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2° passo per uscire da Skype con Windows 10

Bisogna cercare l’icona di Skype e col pulsante di destra cercare la voce “Esci”

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Facile no?

Sebastiano Vassalli è morto e mi dispiace

Poco fa alla radio (che ascolto solo quando sono in auto) hanno detto che è morto Sebastiano Vassalli. Mi dispiace davvero.

Dal 1993 quando un cliente mi aveva consigliato “La Chimera” e me l’aveva fatto scoprire, per almeno una quindicina d’anni, Vassalli è stato costantemente presente nelle mie letture, Sono tutt’ora convinto la Chimera che sia uno dei più bei libri che io abbia mai letto. Bellissimo anche Marco e Mattio, ma questo giudizio è viziato dal fatto che è ambientato dalle mie parti.

Sebastiano Vassalli ritratto da Giuliano Della Casa
Sebastiano Vassalli ritratto da Giuliano Della Casa

Per un po’ di anni, dicevo, ho acquistato tutti suoi libri appena usciti e non vedevo l’ora che ne venisse pubblicato un altro. Nell’attesa leggevo quelli che un amico scrittore mi prestava, un po’ più vecchiotti e introvabili.

(Questo mio amico l’aveva anche conosciuto Sebastiano Vassalli e mi raccontava che se lo andavi a trovare non potevi usare il bagno, perché Vassalli per un po’ di tempo aveva tenuto dei pesci, forse delle carpe, nella vasca e i pesci dovevano stare al buio)

Gli ultimi, libri non li ho letti. Li notavo sempre quando uscivano, li prendevo in mano, dicevo tra me e me, questo è un libro da comprare, ma poi, chissà perché, non concludevo l’acquisto. Forse colpa di qualche libro di racconti che non mi aveva convinto. Mah…

Era bravissimo scovare nel presente il passato scomparso, un passato di cui a volte rimane appena qualche indizio che solo lui riusciva a vedere e da cui far partire una ricerca accurata. Usanze che non si usano più, fatti veri diventati leggendari e indistinguibili dalla realtà storica, mestieri scomparsi, briganti, poeti… Partendo da un nome curioso guidava il lettore alla scoperta di un passato di cui si riusciva ad avvertire, ma stando molto attenti, solo una lontanissimo eco.

Riporto un brano da “La notte della cometa”, evidenziato da Paolo Nori nel suo Blog che forse chiarisce meglio.

A Modena e in altre parti d’Italia, all’inizio del secolo, il vino si vendeva e si beveva «a ore», in una sorta di epico confronto tra bevitore e oste che configurava un modello economico purtroppo abortito: oltre il liberismo, oltre il socialismo, la terza via dell’economia mondiale. Il bevitore entrava all’osteria, pagava «l’ora» in anticipo poi beveva per un’ora tutto il vino che gli entrava in corpo. Generalmente crollava (appena fuori le mura, a Modena, c’era un locale denominato «Sedia elettrica» per via dei molti che, seduti, non riuscivano più a rialzarsi da soli): ma capitava pure che fallissero gli osti.

Lo scorso maggio Sebastiano Vassalli è stato incluso nella rosa dei candidati al Nobel per la Letteratura 2015.

La visibilità dei post su Facebook

Sulla mia bacheca di Facebook passano i post di molte persone. Anche se molti dei miei amici non scrivono mai, ma parecchi altri scrivono o pubblicano qualcosa di tanto in tanto. Dalle foto dei gattini a profonde analisi politiche. Se mi sembrano argomenti interessanti, coinvolgenti o divertenti magari ci scappa un mi piace o un commento. Alcuni di questi post li condivido pure, e così si diffondono  raggiungendo i miei amici, che a loro volta, magari condividono e diffondono… E’ il bello del social.

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