Tag Archives: jared diamond

Jared Diamond spiega come il COVID-19 potrebbe cambiare il mondo in meglio

Anch’io come molte altre persone ho letto e apprezzato il libro di Jared Diamond “Armi, Acciaio e Malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni” , saggio vincitore del primo Pulitzer nel 1998, nel quale si racconta appunto anche il ruolo giocato delle malattie nell’evoluzione della società umana.

Ero curioso di sapere cosa ne pensava Jared Diamond dell’epidemia in corso, per capire quale approccio avrebbe avuto verso il Covid-19 il celebre biologo, fisiologo, ornitologo, antropologo, geografo statunitense.

Ho trovato questo articolo su Market Watch. Me lo sono tradotto e lo condivido in questo blog.

Jared Diamond spiega come ilCOVID-19 potrebbe cambiare il mondo in meglio

Le persone in tutto il mondo devono riconoscere che stiamo tutti fronteggiando una minaccia comune che nessun paese può affrontare da solo

Oggi, il COVID-19 sta devastando il mondo. È in procinto di infettare molti (forse anche la maggior parte) di noi, uccidendo alcuni, interrompendo le nostre normali relazioni sociali, fermando la maggior parte dei viaggi internazionali e facendo a pezzi le nostre economie e il commercio.

Come sarà il mondo tra qualche anno, dopo che questa crisi acuta sarà scemata?

Nessun paese sarà al sicuro dal COVID-19 finché tutti non lo saranno.

È opinione largamente diffusa che presto i vaccini ci proteggeranno dal COVID-19. Purtroppo, questa prospettiva è ancora [Ndr: l’articolo è del 12 gennaio 2021] molto incerta. Scienziati di molti paesi – Cina, Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna e altri – si sono affrettati a sviluppare vaccini efficaci contro il COVID-19, e i primi stanno da poco cominciato a essere disponibili. Ciò ci suggerisce uno scenario peggiore, uno scenario migliore e qualcosa che sta tra i due

Lo scenario peggiore

Ci sono già molti segni che conducono allo scenario peggiore. Sebbene alcuni paesi abbiano sviluppato, testato e iniziato a distribuire un vaccino efficace, non è possibile produrre e distribuire in tutto il mondo dosi sufficienti per 7,7 miliardi di persone nel mondo dall’oggi al domani.

Riflettendoci, però, le politiche nazionali egoistiche sarebbero suicide. Anche nel breve periodo, nessun paese può ottenere una sicurezza COVID-19 duratura eliminando la malattia all’interno dei suoi confini.

Inizialmente, le scorte saranno scarse. Chi riceverà quelle prime agognate dosi? Il buon senso suggerisce che le prime dosi debbano essere riservate al personale medico, perché c’è bisogno di personale medico per somministrare le dosi alle altre persone e per prendersi cura dei malati. Tra conlo che non fanno parte del personale sanitario, ci si può aspettare che le persone ricche e influenti trovino comunque il modo per reperire dosi di vaccino prima delle persone povere e ininfluenti.

Ma queste considerazioni egoistiche non si applicano solo all’assegnazione delle dosi all’interno di un paese, è probabile che ci sia allo stesso modo anche egoismo internazionale.

Un paese che sviluppa un vaccino metterà sicuramente al primo posto i propri cittadini. Tale priorità è già avvenuta per quanto riguarda le mascherine: alcuni mesi fa, quando le mascherine erano scarse e alcune spedizioni dalla Cina hanno raggiunto l’Europa, sono seguite lotte e guerre di offerte mentre i paesi cercavano di assicurarsi quelle forniture per se stessi. Ancora peggio, i paesi che sviluppano un vaccino potrebbero decidere di non consegnarlo a rivali politici o economici.

Leggi anche Richard N. Haass: Come il nazionalismo potrebbe rovinare il vaccino COVID-19

Riflettendoci, però, le politiche nazionali egoistiche sarebbero suicide. Anche nel breve periodo, nessun paese può ottenere una protezione duratura dal COVID-19 eliminando la malattia all’interno dei suoi confini. Nel mondo globalizzato di oggi, il COVID-19 rientrerebbe nel paese provenendo da altri che non hanno eliminato il virus.

Ciò è già accaduto in Nuova Zelanda e Vietnam, dove le misure rigorose hanno bloccato la trasmissione locale, ma i viaggiatori che rientravano nel paese hanno continuato a importare nuovi casi di COVID-19. Questo rende evidente una conclusione chiave: nessun paese sarà al sicuro dal COVID-19 finché tutti non lo saranno. È un problema globale che richiede una soluzione globale.

COVID-19 è una bagatella, rispetto ai pericoli che il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse e le disuguaglianze comportano per tutti noi.

Le buone notizie

Jarede Diamond

Considero questo fatto una buona notizia. Affrontiamo altri problemi globali che richiedono soluzioni globali: in particolare il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse a livello mondiale e le conseguenze destabilizzanti delle disuguaglianze tra i paesi del nostro mondo globalizzato.

Proprio come nessun paese può considerarsi definitvamente libero dal COVID-19 semplicemente per aver eliminato il virus all’interno dei suoi confini, nessun paese può proteggersi dai cambiamenti climatici semplicemente riducendo la sua dipendenza dai combustibili fossili e riducendo le proprie emissioni di gas serra. L’anidride carbonica atmosferica, come il COVID-19, non rispetta i confini politici.

Ma il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse e le disuguaglianze rappresentano minacce molto più gravi per la nostra sopravvivenza e qualità della vita rispetto all’attuale pandemia. Anche nello scenario peggiore, se ogni essere umano sulla Terra fosse esposto al COVID-19 e di conseguenza morisse il 2% di noi, si trattarebbe di “solo” 154 milioni di morti. Ciò lascerebbe 7.546.000.000 di persone ancora in vita: un numero molto più che sufficiente per garantire la sopravvivenza degli esseri umani.

Uccidici velocemente, uccidici lentamente

Perché, allora, non siamo stati stimolati ad agire contro il cambiamento climatico e contro le altre minacce globali, mentre siamo stati galvanizzati dalla minaccia più lieve, il COVID-19? La risposta è ovvia: il COVID-19 attira la nostra attenzione, facendo ammalare o uccidendo le sue vittime rapidamente (entro pochi giorni o settimane) e in modo inequivocabile.

Al contrario, il cambiamento climatico ci rovina lentamente e in modo molto meno chiaro, tramite conseguenze indirette come la riduzione della produzione alimentare, la fame, gli eventi meteorologici estremi e la diffusione di malattie tropicali nelle zone temperate. Pertanto, siamo stati lenti a riconoscere il cambiamento climatico come una minaccia globale che richiede una risposta globale.

Ecco perché la pandemia di COVID-19 mi dà speranza, anche se piango la perdita di cari amici che sono stati uccisi dalla malattia. Per la prima volta nella storia del mondo, le persone in tutto il mondo sono costrette a riconoscere che tutti noi affrontiamo una minaccia comune che nessun paese può sconfiggere da solo.

Se i popoli del mondo si uniscono, sotto costrizione, per sconfiggere il COVID-19, possono imparare una lezione. Possono essere motivati a unirsi, sotto costrizione, per combattere il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse e le disuguaglianze. In tal caso, il COVID-19 non avrà portato solo tragedia, ma anche salvezza, instradando finalmente i popoli del mondo su un percorso sostenibile.