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La privatizzazione della democrazia

Ieri Alessandro Gilioli, su L’Espresso, ha scritto un articolo dal titolo “Vi piace la democrazia dei miliardari?“. Col suo stile scorrevole, riesce sempre a trasmettere concetti che per molti sono banali, ma non sempre sono rilevati da chi è un po’ meno attento alle notizie, alla politica. In questo caso si parla di privatizzazione della democrazia.

Gilioli parte da ultimi 26 anni (la “discesa in campo di Berlusconi”, siamo stati dei precursori… ) per spIegare l’ovvio:

  1. Il consenso è diventato merce da acquistare
  2. Il denaro può distorcere la democrazia

Quello che sta avvenendo, perciò, è che affidandoci a questo fantastico modello maggioritario e bipolare (che ci viene proposto senza ripensamenti dal PD) la democrazia sta diventando esclusivamente una questione di soldi. La democrazia finisce nelle mani di chi spende di più e, in un mondo in cui le disuguaglianze aumentano ogni giorno, solo una ristretta elite può permettersi di spendere cifre importanti. La conseguenza è che la democrazia sta diventando proprietà privata dei miliardari.

Pur di continuare a sostenere questo modello malato il PD fa quello che gli abbiamo visto fare di recente anche nelle elezioni regionalli in Emilia Romagna. Dice Gilioli: «per non perdere contro la destra “cattiva” si affida alla destra “buona”, così perdendo sul lungo ogni reputazione, ogni idealità.».

Così facendo, indipendentemente da chi governa, il percorso della privatizzazione non subisce ostacoli, e un passo alla volta assistiamo, impotenti e inconsapevoli, alla progressiva privatizzazione della democrazia.

La via maestra per contrastare questa deriva antidemocratica passa per l’approvazione di una legge elettorale proporzionale, nella quale siano assenti meccanismi distorsivi della rappresentanza come premi di maggioranza e soglie di sbarramento.

Tutto il resto è fuffa.


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Privatizzazione

Molto spesso ci si dimentica dell’etimologia dei termini privatizzazioni e privato, e non si ragiona a sufficienza sul fatto che il concetto abbia a che fare con il privare, con il togliere, con l’escludere una parte consistente della società da qualcosa che precedentemente le apparteneva o alla quale poteva accedere. (fonte)