Category Archives: Sport

70 a 68. Un mito

Non parlerò di quei 23 che hanno fatto fare all’Italia forse la sua più brutta figura nel campo dello sport. Meritano solo di essere dimenticati.

Parlerò invece di quei due eccezionali sportivi, un americano e un francese, che in tempi come i nostri, fin troppo concreti, hanno compiuto un’impresa mitica. Complice il regolamento un po’ retrò di Wimbledon, che non prevede il Tie breack (?) al 5.o set, i due si sono presi a sportellate in forma di “servizi”, arrivando a giocare per ben 12 ore. E nessuno dei due ha mai mollato, nessuno dei due ha sbattuto per terra la racchetta, mandando al diavolo lei, l’avversario, l’arbitro e il pubblico in nome del sollievo dalla stanchezza infinita che lo attanagliava. E così, novelli Achille ed Ettore, hanno continuato a giocare per ore, ore ed ore, senza mai flettere  il proprio rendimento nella battuta. Dal 25 pari esistevano, praticamente, solo i servizi. Specialmente Isner, l’americano che poi ha vinto, era immobile sulle gambe e se il francese riusciva a rispondere, per lui il punto era assicurato. Ma Isner aveva ancora tanta concentrazione da sparare dei servizi incredibili e imprendibili. Dal 50 pari in su il fisico non ha contato più nulla. Ha contato solo la volontà non tanto, credo, di vincere ma quella di non far finire, per propria colpa un accadimento che è giustamente entrato nel mito del tennis e dello sport in generale. Alla fine ha vinto Isner, ma questo è solo un dettaglio. Entrambi i giocatori, infatti, sono nella storia per aver giocato senz’altro la partita di tennis più lunga della storia, ma forse anche la più bella.

Tre buone ragioni perché Chabal doveva stare zitto

Dopo la vergognosa figuraccia del calcio francese ai mondiali, ci ha pensato Sébastien Chabal, avanti della nazionale di Lièvremont, a debordare.
Chabal ha accusato i calciatori di non “avere rispettato la storia e la gloria della maglia che indossavano”.
Chabal si doveva stare ben zitto. Ed ecco i perché:
1. quasi tutti i giocatori della nazionale di calcio transalpina sono al momento extra-comunitari naturalizzati, o di origini tali, figli di razzismo, sofferenza e ghettizzazioni delle banlieues quindi senza un senso di appartenenza ad un paese che anzi nel corso della storia li ha sfruttati e maltrattati, e così anche con i loro padri e avi, e che indossano quindi quella maglia solo per convenienza economica;
2. lo stesso Chabal diverse volte nei Terzi Tempi, e anche dopo di essi, si è ubriacato provocando gli avversari e menando le mani e quindi disonorando il codice deontologico del giocatore di rugby union, a maggior ragione trattandosi di un palcoscenico internazionale;
3. Chabal crede che gli istinti primordiali di chi gioca a calcio siano conciliabili con la mentalità del nostro Union Code.
Lasciamo il calcio e la sua eterna stupidità ed ignoranza a loro stessi.
Play Up…the Union Code!!!

Giampaolo

Bokke 29, Italia 13

Oggi pomeriggio a Witbank (Mpumalanga RU) i Bokke hanno superato l’Italia per 29 a 13 (pt 22-3) nel 1° test del tour degli Azzurri.
I Bokke dei bidoni raccomandati da fattori non-sportivi e non-meritocratici (Ralepelle, Maku, Aplon, Steenkamp e Januarie) hanno disputato un match grigio e senza fantasia.
Ancora una volta le prepotenze razziali e politiche hanno dimostrato di non andare d’accordo con le logiche del rugby union utilizzando giocatori che sono solo il prodotto di una cecità e di una stupidità senza fine.
Ma tant è: contro l’ignoranza al potere è inutile qualsiasi ribellione.
Sabato prossimo, sempre con inizio alle ore 15.00, si avrà la seconda sfida tra le due squadre a East London.

Giampaolo

Dove fare surf in Italia

Surf su onda oceanica
Surf su onda oceanica

L’Italia non è bagnata dall’oceano, lo sappiamo tutti. Perciò mancano le stupende onde oceaniche (California, Hawaii, Australia, Portogallo ecc. ecc.) che costituiscono una componente fondamentale del surf.

Come fare? Beh, Alberto Cottica nel suo blog, ci racconta che, durante di una gita in bicicletta sul Ticino, si è imbattuto in uno strano surfista che, dice Alberto, ha uno sguardo diverso, una visione del mondo che suscita l’ammirazione di Cotttica.   “[…] è proprio questo sguardo diverso, a mio avviso, ad essere il cuore dell’innovazione territoriale: tutti gli sviluppi futuri, compresa la fioritura di una – per ora ipotetica – surf culture ticinese, sono impliciti in esso.”

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Touch, tendini e altre amenità delle ultime due settimane

La settimana scorsa grande impegno per il torneo Keep in Touch 2010, prima edizione. Non avevo mai partecipato all’organizzazione di un torneo di questo tipo. E’ veramente un casino. Per fortuna che i miei compagni di squadra sono bravi e ce l’hanno messa tutta, ma è veramente una cosa impegnativa.

Cominciamo da Sabato 11 aprile.

Sembra che le squadre al torneo siano solo 7 e non 8. Come si fa a fare due gironi? E’ un casino. Bisogna trovare un’ottava squadra. Non molti giorni fa avevo parlato con l’allenatore delle ragazze del Modena Rugby + Formigine Rugby per fare qualcosa insieme. Questa è una buona occasione e le invitiamo. Solo che non hanno mai giocato a touch. Mi impegno di fare un paio di allenamenti con loro, per spiegare i rudimenti.

Perciò sono pronto ad una settimana di super allenamento.

Lunedì: calcetto. Da poco ho ripreso a giocare con il gruppo di calcetto organizzato da Fabrizio. Mi trovo bene ed è un modo per fare movimento abbastanza intenso una volta in più

Martedì: l’allenamento touch settimanale.

Mercoledì: influenza, ma una corsetta fa bene. E poi devo fare istruire le ragazze del Modena Rugby, per spiegare le regole base del touch. Andiamo io e Nicola. Sono sfinito. Ma tengo botta.

Ci rendiamo conto che le squadre non erano 7, ma 8 (una persona sola aveva pagato per due squadre confondendoci le idee). Percio’ dobbiamo ideare un torneo a 9 squadre.

Giovedì. Casini con l’arbitro internazionale. A causa del vulcano islandese impazzito, l’arbitro inglese non può e venire il Italia. Fabrizio è disperato. Per fortuna la cosa si risolve nel migliore dei modi. Fabrizio trova degli arbitri internazionali che sono in Italia, ma non riescono a tornare in Inghilterra, perchè – sempre a causa del vulcano – sono costretti a rimanere in Italia. Che storia!

Mignolo con tendine rotto

Alla sera altro allenamento con squadra del Modena Touch e con le ragazze del Modena Rugby. Sono ancora un po’ influenzato, ma corro come un forsennato. Fiato zero. Sono un po’ fiacco, ma ve decisamente meglio. Per sabato sarò in formissima!

Dopo la doccia, mentre sto andando verso casa, sento uno strano formicolio al braccio sinistro. “Ecco, ci siamo! ” – dico tra me e e me – “questo è un’infarto che sta arrivando”. Invece poi guardo la mano e noto che il l’ultima falange del mignolo è a martello. E non ne vuol sapere di drizzarsi! Mi risollevo: non è infarto. Forse è solo un tendine. Vado al pronto soccorso. Confermano la diagnosi: è un tendine. Mi mettono una specie di copertura di plastica, ma mi consigliano di farmi rivedere il giorno dopo.

Venerdì. Mi faccio controllare la mano. Mi rifanno la copertura del mignolo, che rimane steso dandomi un’aria un po’ snob. Devo tenerlo riguardato come un gesso: niente colpi e urti per 6 – 8 settimane. Salta, il torneo. Salta la prima giornata del campionato e quasi sicuramente anche la tappa in Alpago! Forse pure quella di Verona a fine giugno. Insomma, stagione finita prima ancora di essere cominciata.

 

La Coppa Maiala

Sabato. Finalmente il torneo!

La nostra perfetta organizzazione non prevedeva una persona fissa al tavolino per segnare i risultati, chiamare le squadre, dare i fogli gara agli arbitri, fare lo speaker, insomma …. per fortuna che mi rotto il tendine, così qualcuno c’era. Non è stato molto divertente (anche perché la pioggia non è certo stata scarsa), ma è stato utile.  Il Modena Touch si classifica al 5° posto.  E inoltre i Brianza si fregano la Coppa. Alla sera, dopo uno spendido terzo tempo presso la club house del Modena rugby sono quasi completamente afono. Ehi, ma questo può essere un problema: mercoledì alla camera di commercio di Modena devo partecipare ad un seminario e sono io il relatore! Come farò senza voce? Mah…

Domenica. Mi sembra che vada meglio. Sono un po’ stanco. Vado a vedere una partita di rugby, nel pomeriggio. Un po’ di relax e una bella dormita e passerà tutto. Sono sicuro che mi tornerà la voce.

Lunedì. Cristo! Sono quasi completamente afono e ho un mal di testa della madonna. Non riesco a mettere in ordine le idee e a trasporre quanto ho preparato in una presentazione powerpoint decente. Vado dal medico che mi dà antibiotici e altri farmaci. Speriamo di recuperare. Vado a casa e mi metto a letto.

Martedì.  Al risveglio sono ancora afono, ma va un po’ meglio. Il computer si pianta in continuazione. OpenOffice writer non ha la modalità di visualizzazione “struttura”. La cerco invano. Mi decido e attivo la versione di prova di Microsoft Officel 2007. Una merda. C’è la struttura, ma non parte bene. Invece del cursore operativo mi visualizza il simbolino d’attesa, si ciuccia tutta la CPU e si pianta in continazione. Ritorna il mal di testa. Lavoro dalle 9 di mattina all’1:30 di notte. Ce la posso fare. La voce è ancora poca. Areosol!!!

Mercoledì. La voce è sufficiente. Il mal di testa non c’è più. Riordino le ultime slide. Il pomeriggio, finalmente, il seminario. Dopo l’introduzione mi danno la parola e parlo per più di due ore. Avevo preparato troppa roba. Ce n’era abbastanza per due o tre di seminari. Poi cedo la parola all’altro relatore, Andrea Bezzecchi dell’Acetaia San Giacomo. Bravissimo. Un imprenditore che ha messo veramente in pratica la promozione su Internet usando i social network. Finisce il seminario. Riunione del Modena Touch. Visto che non posso più giocare, mi sono offerto come allenatore. Si fa la riunione e quando esco sono il nuovo allenatore. Da domani si comincia. Spero di divertirmi anche così.

E che non vi ho raccontato di cos’è successo con la partita IVA della Factotum in questi giorni. Ma questa è un’altra storia, che merita un post a sè.