Quella del Vajont

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Per Natale mi è stato regalato il libro “Quella del Vajont – Tina Merlin, una donna contro“, di Adriana Lotto.

E’ stato interessante leggere la biografia di questa donna dal forte carattere i cui meriti, probabilmente, non sono stati adeguatamente riconosciuti.

Per dare un’idea del suo carattere. Il comune di Longarone istituì la “Giornata della Solidarietà” nel ventennale della tragedia. In quella occasione avrebbero consegnato un attestato di riconoscenza. Ma questo riconoscimento sarebbe stato assegnato anche alla Rai, al Gazzettino e ad altri. Per questo motivo la Merlin rifiutò seccamente: “[...]. Non posso infatti accettare, in doveroso omaggio alle vittime, di venir accomunata nella motivazione anodina “per il contributo di solidarietà offerto nei giorni successivi alla tragedia” agli altri giornalisti, “premiati”, o ai funzionari di Prefettura, o ad altri ancora, la cui collocazione professionale, civile e politica avrebbe dovuto spingerli, prima della catastrofe, i primi a correttamente informare l’opinione pubblica sul pericolo incombente e i secondi a mettere in atto gli strumenti necessari per la salvezza delle popolazioni. Verità e giustizia avrebbero voluto che l’Unità, unico giornale che aveva correttamente informato prima della tragedia, e la sua cronista che aveva persino subito un processo ancora nel 1960, non venissero confusi con altri giornalisti di altre testate che sono stati strumento in mano ai responsabili dell’asssassinio prima di esse o addirittura fino al processo. [...]“

Merlin, oltre ad essere “quella del Vajont” fu partigiana e comunista. Forse per questo non ebbe il riconoscimento che meritava.  Aniello Coppola la ricorda così:

Era una semplice corrispondente di provincia che aveva dovuto aspettare l’uccisione di duemila persone per vedersi tributare un riconoscimento professionale. L’”Unità” ne fece un’eroina. Le televisioni (straniere) l’intervistarno. Fosse stata in America, non le avrebbero negato il “Pulitzer“. Per quello che ne so nessuna giuria giornalistica nazionale l’ha giudicata meritevole di un premio. E poiché non era un’indipendente di sinistra, ma una militante comunista, non l’abbiamo neanche fatta eleggere deputata per una volta.

 

Suonati a Milano

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Stazione Milano Centrale

Giovedì sono andato a Milano con Lorenzo, amico e socio in Coobiz, per incontrare la nostra  concessionaria di pubblicità e raccontare loro gli sviluppi del sito nei prossimi mesi (grafica, social network, altre lingue, altre nazioni…).

Dal punto di vista lavorativo la giornata è andata bene e l’incontro è stato proficuo. Ma è incredibile la sequenza di sviste, distrazioni e sbadataggini che siamo riusciti a collezionare in una sola giornata. Ve la racconto.

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Oggi, 48° anniversario del disastro del Vajont

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Maria Pia Bassetto, giovane impiegata alle poste di Longarone, racconta quel periodo. I mesi prima del disastro e subito dopo. Com’era Longarone, chi erano i suoi abitanti, quali erano le abitudini quotidiane. Nelle sue parole tanti ricordi di persone scomparse, di sopravvissuti sconvolti, di esistenze distrutte.

Un bellissimo documento delle Officine Tolau


Dal Piave al Little Bighorn

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Dal Piave al Little Bighorn

Premessa

Il 1800, per noi Italiani, è stato il secolo del Risorgimento, di Cavour, di Mazzini, di Ciro Menotti, Silvio Pellico, dei Savoia, di Garibaldi, di Crispi… del libro Cuore.

Nello stesso secolo, negli Stati Uniti, si combattevano le guerre  indiane, i pionieri andavano alla conquista del West, c’era la guerra messicano-statunitense, e gli schiavi venivano liberati dalla guerra di secessione...

Il 17 Marzo 1861, come sappiamo, nasceva l’Italia. Il 12 aprile 1862 (neanche un mese dopo!) negli Stati Uniti scoppiava la guerra di secessione.

Eppure i nostri avvenimenti risorgimentali, forse perchè li abbiamo studiati a scuola, mi sono sempre sembrati molto più antichi e meno attuali di quelli che nello stesso periodo avvenivano negli USA. Con la doverosa eccezione di Garibaldi, i protagonisti del nostro risorgimento non avevano nulla di avventuroso, sembravano tutti dei damerini un po’ fighetti.

Gli eroi americani, invece, erano l’essenza stessa dell’avventura, facevano sognare i ragazzini e sulle loro gesta sono stati girati film, scrtti libri, disegnati fumetti. Da noi invece, al massimo qualche sceneggiato TV, un po’ palloso per giunta.

Ho sempre immaginato che questi due mondi avrebbero dovuto essere più vicini, più collegati tra loro, ma a parte la sovrapposizione temporale del periodo, continuavano ad apparirmi sempre ben separati.

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In canoa nello SpreeWald, la terra dei cetriolini

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Un annetto fa (sì, lo so, non sempre i post di questo blog sono immediati come dovrebbero essere) io, Silvia e Francesco ci siamo fatti un bel giretto a Berlino. Oltre a Berlino abbiamo visitato Monaco, Norimberga, Wittenberg, Dresda, Postsam e altre città. Uno dei posti che mi sono piaciuti di più è stato lo SpreeWald, un posto frequentato quasi solo da tedeschi, tutto sommato poco conosciuto, ma molto piacevole. E’ un ampio territorio in una zona in cui il fiume Spree si allarga e forma un reticolo di canali. Numerosi villaggi si sono sviluppati, in parte fondati da una comunità Serba. E’ proprio un mondo fuori dal mondo. Il mezzo di trasporto principale è la barca. Con rarissime eccezioni, sono autorizzate solo barche a remi perciò questi villaggetti, oltre che immersi nella natura, sono silenziosissimi.

Il porto di LübbenauUn'altra veduta del porto di Lübbenau, nello SpreeWaldAttendendo i turisti a LübbenauMercatino a LübbenauDSCF6024DSCF6025DSCF6026DSCF6027DSCF6030DSCF6031DSCF6035DSCF6037DSCF6038DSCF6039DSCF6040DSCF6041DSCF6042DSCF6043DSCF6044DSCF6046DSCF6047DSCF6048DSCF6049DSCF6050

Alcune “gite organizzate” fanno percorrere i canali a chi ha poco tempo, ma chi può fermarsi qualche ora in più può noleggiare una barca o una canoa e girare per i fatti suoi.

Noi, il primo giorno, siamo arrivati nel tardo pomeriggio e abbiamo girato con questi baconi turistici, ma il giorno dopo abbiamo preso la canoa e abbiamo pagaiato per diverse ore.

Nel campeggi a LubbenauFrancesco pagaia nello SpreeWaldIngresso chiusa nello SpreewaldSvuotamento chiusa nello Spreewald - LubbenauPagaiando tranquilli verso LeideLeideSosta nello SpreeWald - gita in canoaPranzo nello SpreewaldSi torna a pagaiare nei canali della SpreeIncrocio con "gondoliere" nello SpreewaldPersi in canoa nello spreewaldIncrocio in una chiusa nello SpreeWaldPaperelle della SpreePaperelle della Spree (2)Invece della chiusa la canoa può essere poratata a manoSuperamento chiusa nello SpreeWaldSi rimonta in canoa, dopo la chiusaVerso la fine della gita in canoa (Luebbenau)Pronti al rientro LubbenauCigni della Spree

Per gli appassionati di gastronomia (e di cinema) lo spreeWald è famoso per la produzione di cetriolini, diventati famosi con il film “GoodBye Lenin“. E anche noi li abbaimo mangiati e ce ne siamo comprati un paio di barattoli.

 

Abbiamo vinto e adesso… Indietro tutta

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Un allegro motivetto di Renzo Arbore per festeggiare il quorum, i referendum, i sì, e chi non vuole Berlusconi.

Abbiamo Vinto

Abbiamo vinto

non si divide

chi vince ride

ah ah ah ah

 

Perché proprio questo? Perché, adesso che abbiamo vinto, infatti, indietro tutta. C’eravamo tolti la DC, il PSI e i miglioristi dai coglioni?  Ripartiamo da dove eravamo rimasti prima dell’arrivo del nano.