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Non rompete le palle

ATTENZIONE. POST MORALISTA.

Antefatto.

Strage di pedoni a Lutago, in Valle Aurina, dove nella notte un’auto ha investito a grande velocità un gruppo di giovani turisti tedeschi che, dopo aver trascorso la serata in una discoteca, stavano attendendo di risalire sul pullman.6 ragazzi sono morti e i feriti sono 11 feriti, di cui tre gravi.Il guidatore omicida procedeva a grande velocità e aveva un tasso alcolemico ben superiore al consentito.


Sono favorevole alla liberalizzazione delle sostanze stupefacenti, per diverse ragioni. Una delle principali è che verrebbe meno una delle più importanti fonti di guadagno della criminalità organizzata.

Però, nel contempo, credo sia criminogena l’accondiscendenza di molte persone nei confronti di chi altera con alcol o altre sostanze i meccanismi che normalmente regolano il comportamento, il pensiero e la motivazione. Accondiscendenza che si manifesta in varie forme.

Dalla sottovalutazione degli effetti – “eh, che sarà mai, un po’ di vino non ha mai fatto male a nessuno” – al giustificazionismo per il quale è accettabile cercare fonti di benessere artificiali, visto che le difficoltà della vita quotidiana – dalla scuola che non gratifica, al lavoro incerto, insufficiente e non dignitoso – spingono a cercare fuori di sè qualche attimo di felicità.

A volte, non è solo accondiscendenza, ma addirittura più o meno direttamente, è vera propria induzione all’uso uso di stupefacenti. In certi ambienti, dove la creatività è un valore (arte, cultura), è molto diffusa l’idea che si possa essere davvero creativi e manifestare appieno la propria intelligenza solo se si assume qualche sostanza. E così, chi ha l’ambizione di essere uno scrittore, un musicista un artista, cerca di guadagnare qualche punto imbottendosi di alcool, fumo, o altro.

La paura di essere esclusi da un gruppo, specialmente tra gli adolescenti, è un’altra forte motivazione all’assunzione di sostanze psicotrope. A me viene facile non bere, perché a me gli alcolici non piacciono, ma proprio da astemio, proprio dal mio punto di osservazione “svantaggiato”, vi garantisco che è enorme la pressione sociale a favore delle sostanze stupefacenti. Partecipi alle feste e altri momenti di socialità e tutti insistono perché tu beva. Se non bevi, sei guardato come quello un po’ strano. ( Vi garantisco che dichiararsi astemi è un coming out che omossessuaità scansati… )

Allora non sei un vero uomo“, mi dicevano nell’osteria del nonno. “Non sei un rugbista“, “Non sei un vero bellunese“, “Sei un veneto anomalo“. (chissà com’è orgoglioso, adesso, di essere un vero altoatesino il 28enne che ha causato la strage in valle Aurina). Il bisogno di accettazione nei gruppi, specialmente negli adolescenti, è fortissimo e già questo induce molti a bere.

Penso che avremmo meno morti sulle strade se la smettessimo di rompere le palle a chi non beve, non si fa le canne, non prende pilloline varie in discoteca e se non sottovalutassimo gli effetti negativi dell’alterazione chimica del nostro cervello.