Category Archives: Vacanze e Viaggi

In canoa nello SpreeWald, la terra dei cetriolini

Un annetto fa (sì, lo so, non sempre i post di questo blog sono immediati come dovrebbero essere) io, Silvia e Francesco ci siamo fatti un bel giretto a Berlino. Oltre a Berlino abbiamo visitato Monaco, Norimberga, Wittenberg, Dresda, Postsam e altre città. Uno dei posti che mi sono piaciuti di più è stato lo SpreeWald, un posto frequentato quasi solo da tedeschi, tutto sommato poco conosciuto, ma molto piacevole. E’ un ampio territorio in una zona in cui il fiume Spree si allarga e forma un reticolo di canali. Numerosi villaggi si sono sviluppati, in parte fondati da una comunità Serba. E’ proprio un mondo fuori dal mondo. Il mezzo di trasporto principale è la barca. Con rarissime eccezioni, sono autorizzate solo barche a remi perciò questi villaggetti, oltre che immersi nella natura, sono silenziosissimi.

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Alcune “gite organizzate” fanno percorrere i canali a chi ha poco tempo, ma chi può fermarsi qualche ora in più può noleggiare una barca o una canoa e girare per i fatti suoi.

Noi, il primo giorno, siamo arrivati nel tardo pomeriggio e abbiamo girato con questi baconi turistici, ma il giorno dopo abbiamo preso la canoa e abbiamo pagaiato per diverse ore.

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Per gli appassionati di gastronomia (e di cinema) lo spreeWald è famoso per la produzione di cetriolini, diventati famosi con il film “GoodBye Lenin“. E anche noi li abbaimo mangiati e ce ne siamo comprati un paio di barattoli.

 

L’elenco delle cose che ho visto a Genova (e che vi consiglio di vedere)

Nelle case di Genova si entra dal tetto

Come sapete, con un post sul mio viaggio in Yugoslavia 30 anni fa in bicicletta, ho vinto un premio come miglior amante (best lover). Il premio consisteva in una notte in un albergo della catena Best Western, con tanto di colazione in camera.

Io e Silvia abbiamo deciso di andare a Genova, una città che abbiamo visto molto velocemente solo una volta tanti e tanti anni fa. Tutte le volte che avevo attraversato Genova in auto avevo avuto un’impressione di caos, di disordine e la città non mi aveva fatto una buona impressione. Ma ultimamente tanti amici che c’erano stati mi avevano consigliato di tornare e di visitarla. Inoltre era da un bel po’ di tempo che mi ripromettevo di andare a trovare degli amici (lei di Belluno e suo marito genovese). Perciò abbiamo approfittato del premio per visitare Genova un po’ da soli e molto in compagnia di due persone che la città la conoscono bene. Ecco com’è andata.

Siamo partiti di sabato, con comodo e con la pioggia. Breve sosta in autogrill e arrivo a Genova a casa dei nostri amici (che abitano un po’ fuori). Prima scoperta: Genova non è poi così distante da Modena. Forse è distante solo mentalmente, perchè Modena è in pianura, Genova sul mare, e in mezzo ci sono gli Appennini… mah.

Comunque, dopo aver pranzato siamo andati tutti insieme in città. Abbiamo parcheggiato dalle parti di via 4 novembre (dopo aver lasciato i bagagli al Best Western City Hotel, il nostro premio…) e abbiamo cominciato l’esplorazione della città, raggiungendo Piazza de Ferrari e poi camminando per ore e ore. Genova è una città bella per camminare: ha un centro storico enorme e tanti dislivelli, che moltiplicano all’infinito gli scorci e le vedute sempre diverse.

I tetti di genova
Pasticceria con dolci strani e buonissimi

Adesso scrivere tutto quello che abbiamo è veramente difficile. Provo a fare un elenco, un po’ seguendo lo stile della trasmissione “Vieni via con me” di Fazio e Saviano.

Perciò eccovi l’elenco delle cose che mi ricordo di Genova, a distanza di tre settimane.

  • Piazza de Ferrari
    forse perchè avevamo l’albergo lì vicino, ma ci tornavamo sempre
  • Il teatro Carlo Felice, sta fallendo… ma com’è possibile?!
  • Le case con l’ingresso sul tetto, per arrivarci si attraversa una passerella
  • La funicolare
  • La colonia di pappagalli scappati dalle gabbie e ora liberi in città
    ammetto: non li abbiamo visti, li abbiamo solo sentiti, ma mi fido del nostro amico, esperto ornitologo.
  • Le salite e le vedute paroramiche
  • Il belvedere di Castelletto
  • I tetti di Genova, da tutti i punti di vista
  • Le vie strette strette, che ogni volta che giri l’angolo sei in un mondo diverso
  • I personaggi strani che popolano la città
    il nostro amico ci ha raccontato delle storie bellissime sugli abitanti di Genova, come quella della signora che gli ha fatto un fiore con la plastica del panino che stava mangiando per la pausa pranzo, e poi gliel’ha regalato
  • Il port, da dove partivano gli emigranti italiani non tanti anni fa
  • Le stradine verso il porto che ricordavo deserte e invase dalle merde e che adesso sono pulite e vivacissime perchè ci sono andati a vivere gli extracomunitari, i migranti di oggi che in Italia ci arrivano
  • San Lorenzo, Santa Maria delle Vigne e le altre chiese che compaiono all’improvviso
  • Via Pre e via del Campo, la Commenda di Pre e tutti i musei che non abbiamo visto (ma quanti ce ne sono!)
  • Il sommergibile Nazario Sauro
  • La Lanterna (pensavo che fosse un monumento tenuto lì per ricordo e bellezza, invece funziona per davvero, pensa un po’ che ignorante che sono)
  • Il molo vecchio e Genova vista dal mare che sembra un cielo stellato
  • Il museo dedicato a Luzzatti
  • La prigione dov’è stato imprigionato Marco Polo e dov’è stato scritto il Milione
  • La storia di Luigi Bolis, partigiano torturato dai fascisti
  • Porta Soprana
  • La casa di Cristoforo Colombo
  • Il quartiere che stanno demolendo e ricostruendo e che per qualche giorno ancora sarà l’unica zona di Genova dove si vedono gli effetti dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
  • I centri sociali
  • La pasticceria dove abbiamo mangiato paste mignon buonissime
  • Le friggitorie del porto
  • Il posto, vicino al porto, dove fanno panini economicissimi prendendo degli ingredienti dalle vaschette come da Subway (gli americani non hanno inventato niente)
  • Gli yacht di lusso che si pavoneggiano vanitosi
  • Il negozio di scarpe per transessuali
  • Il ragazzo che vende giornali comunisti in via Garibaldi e che chiama tutti “compagno”.
  • I gelsi al porto
  • La pizzeria dell’amico egiziano, che chiude alle 4 di mattina.
  • Le puttane
  • La trattoria da Maria (vicinissima al nostro albergo, non ci siamo stati ma come si fa in così poco tempo???)
  • Le strade con i negozi divisi per tipologia, un po’ in abbandono, ma molti stanno rifiorendo
  • I palazzi dei Rolli
  • La maddalena penitente di Canova (palazzo bianco)
  • La veduta dei tetti dal Palazzo Rosso
  • I violini di Paganini

Fine dell’elenco (ma magari poi lo allungo un po’)

Negozio di scarpe per transessuali
La lanterna di Genova

Il giorno dopo, domenica io e Silvia abbiamo dormito abbastanza (camminare è bello ma stanca) e non abbiamo approfittato della colazione in camera. Non fa per noi, volevamo uscire e girare un po’ per la città anche se pioveva. Abbiamo visto qualche museo e poi ci siamo ritrovati per pranzo con i nostri amici. Il tempo non era un gran che, ma siamo andati al mare a Cogoleto. E’ inutile, il mare d’inverno ha il suo fascino. Il mare era bello mosso e questo ha reso la passeggiata molto più bella, almeno per me.

Ormai era tardi e ci siamo rimessi in viaggio per Genova. Quando sono arrivato a casa mi sono accorto che avevo dimenticato il caricabatterie del cellulare in albergo (e te pareva che non lasciavo qualcosa in giro?). Comunque il giorno dopo ho telefonato e me l’hanno spedito a Modena.

Tornando da Genova mi sono letto un libro di Maurizio Maggiani: “Mi sono perso a Genova: una guida”. Forse avrei dovuto leggerlo prima. Mi premeva solo dire che è bello e che se non avete tempo di andare a Genova, be’ un po’  l’idea di Genova ve la dà. E di sicuro vi farà venire la voglia di andarci.

Tutte le volte che avevo attraversato Genova in auto avevo avuto un’impressione di caos, di disordine e la città non mi aveva fatto una buona impressione.

Ho vinto un premio come migliore amante!

What You Love

Assolutamente inaspettato, ma vero! Il post in cui ho messo qualche foto di 30 anni fa, sul viaggio in Jugoslavia, è stato premiato da What You Love, il blog delle passioni in movimento. Insieme a me è stata premiata anche Domitilla Ferrari, per un suo post molto più bello del mio.

Il sito mi assegna il premio come “best lover“. Ho controllato con le mie reminiscenze di inglese, con i traduttori automatici, e con persone che l’inglese lo sanno meglio di me: la traduzione è “miglior amante“. Il premio è adeguato al titolo vinto: una notte in hotel per due persone, con tanto di colazione in camera. Wow!

Mi vanterò un po’ in giro. Ma come faccio a dire a Silvia che ho vinto un premio come “miglior amante”?

La prima che ho visto una donna coperta integralmente – non è un burqa, ma quasi

In questi giorni ritornano le polemiche sul velo, burqa e altri indumenti femminili.

In molti vorrebbero vietare questi indumenti. Io non sono d’accordo e condivido l’opinione di Carlo Gubitosa, su Mamma.am

Nel 1987 viaggio in Turchia ho visto per la prima volta una donna che si copriva integralmente.

Ecco la foto

Vestito a copertura integrale in Turchia

Mentre cercavo la foto, però, mi è venuto in mente che quella non era la prima volta che vedevo una donna coperta integralmente. Mi era capitato, qualche anno prima, di visitare la chiesa di Santa Chiara, ad Assisi. E’ stato allora che ho visto una donna che aveva deciso di coprirsi integralmente: una suora di clausura.

Yugoslavia in bicicletta 30 anni fa

Aggiornamento!!! Evviva!
Per questo post mi hanno dato un premio (*)


Yugoslavia, Jugoslavia o …

In effetti, se fosse oggi, nessuno scriverebbe più Yugoslavia. Bisognerebbe parlare di Croazia, Slovenia, Bosnia ecc. ecc.

Beh, 30 anni fa, io, Roberto Gidoni e Giovanni Bonizzi (detto anche Nani Bestema per il suo frequente uso del nome di dio associato ad aggettivazioni fantasiose) abbiamo caricato i nostri bagagli sulle biciclette siamo partiti da Belluno verso la Jugoslavia.

La mattina della partenza da Belluno
Partenza da Belluno per la Yugoslavia

Siamo andati a Rijeka (Fiuma) e poi da lì verso l’interno, arrivando ai Laghi di Plitvice. Poi siamo entrati in Bosnia a Bihac e siamo rispuntati sulla costa a Sibenik. Da qui siamo risaliti a Zara dove infine abbiamo preso la nave per Lussino e Venezia. Due settimane belle intense e avventurose, magari un giorno racconterò qualche dettaglio in più.

Nel 1980 questo tipo di viaggio non era molto diffuso ed è stata una gran bella esperienza.

In questi giorni ho in uso uno scanner per diapositive  che abbiamo comprato facendo una specie di consorzio. Il primo caricatore che ho scandito è stato proprio quello di quel viaggio avventuroso di 30 anni fa.

Ecco qualche foto.

Salita maledetta con asfalto semiliquido
Salita maledetta, con asfalto semiliquido
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Tuffo nei laghi di Plitvice
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Incidenti di percorso
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Non sempre piantavamo la tenda per dormire

Oppure, su Picasa, trovate l’intero album