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Via Gaetano Bresci (anarchico regicida)

Ieri, 29 luglio, era l’anniversario dell’attentato compiuto da Gaetano Bresci, l’anarchico che nel 1900 uccise il re d’Italia Umberto I.

Rientrando da una serata al cinema (pessimo film: Paz) ho accompagnato a casa alcuni amici e abbiamo notato che in Corso Vittorio Emanuele erano stati affissi alcuni cartelli commemorativi. A dire il vero, non erano proprio commemorativi. Riproducevano semplicemente i cartelli stradali, quelli che indicano le vie.

C’era scritto semplicemente:

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 |                  V I A                    |
 |      G A E T A N O   B R E S C I          |
 |                                           |
 |          (anarchico regicida)             |
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Non so quando sono stati affissi, ma erano gia’ quasi tutti strappati e non so quante persone sono riuscite a vederli.

In Italia e’ pieno di vie intitolate a Bava Beccaris (generale che sparo’ tra la folla causando circa 100 morti e 500 feriti) e a Umberto I (che lo decoro’).

Invece non ce n’e’ neppure una intitolata a Bresci…

Notizie Varie

Da “Il manifesto di oggi”. Il ministro Lunardi, di fronte agli ottanta morti sulle strade in un solo fine settimana, dice di aver alzato i limiti di velocità per costringere gli automobilisti a stare più attenti. Meglio morti che distratti. (Jena)

Altre notizie divertenti (si fa per dire). Previti, imputato per corruzione in atti giudiziari, vuole l’elenco dei giudici iscritti a Magistratura Democratica. E al rifiuto, insiste. Mah, chissa’ cosa si prefigge. I giudici definiscono la richiesta “assurda e preoccupante”.

Su Repubblica c’era una pubblicità di “Editori Riuniti”. C’e’ un libro che sembra interessante. Si intitola “La favola dell’AUDITEL”, di Roberta Grisotti, costo 13 €. Tenere presente per VivaModena.

Questa sera cercherò di andare a Carpi con la Silvia. Nel cortile del castello Ugo Cornia che leggerà (credo proprio lui, comunque e’ lui che organizza) delle cose sui campi di concentramento. Durera’ un’oretta. Una lettura di Primo Levi, poi un’altra di un tizio che e’ stato in un Gulag per 20anni e forse una lettura anche di Cavazzoni che dovrebbe far ridere.

(dopo l’ascolto) In effetti la cosa e’ stata interessante. Ugo ha selezionato dei brani che, pure raccontando eventi drammatici, riuscivano anche a far sorridere. Mi ha fatto venir voglia di rileggere Primo Levi (magari coi bimbi) e anche di scoprire quel russo. Certo che le sue memorie di 20 anni di Gulag sono un malloppo di 1.400 pagine….

Investimenti nel lungo periodo

Il 27 giugno (chissà perché lo scrivo solo oggi) il Manifesto aveva un grand bel titolo: la balla speculativa. Proprio così: bAlla con la A, non con la O.

Era appena esploso il caso Worldcom. Ancora una volta sotto accusa i controllori della Arthur Andersen (che adesso si chiama Accenture, ma nessuno lo scrive, tutti usano il vecchio nome. Cosi’ qualche distratto rimarra’ fregato ancora, mah…).

L’editoriale – scritto da Galapagos  (che parlava di investimenti azionari e aveva un titolo provocatorio: Borseggio) – riportava una frase molto significativa, che tutti coloro che vogliono “giocare” in borsa dovrebbero tenere bene in mente. Eccola:

Gli investimenti azionari vanno misurati nel lungo periodo, ci spiegano.
In realtà, spiegava Keynes, nel lungo periodo saremo tutti morti.

Ricordiamocene la prossima volta che qualcuno ci decanta i vantaggi dell’investimento in borsa.