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Savoia

L’altra sera in TV c’era un servizio sul rientro dei Savoia in Italia.

Non sono ancora rientrati e già rompono i coglioni. Si stanno organizzando per restaurare la monarchia, ipotesi che fino a poco tempo fa sembrava una barzelletta. Anche se, dopo Berlusconi, Bossi e i fascisti al governo, dovremmo tutti prendere un po’ più sul serio le barzellette. Nonostante i signori Savoia sono molto presi in beghe legali tra di loro per banali questioni di eredità, sento una puntina di preoccupazione per il prossimo futuro.

Cavalli Marci

Parlando con un’amica straniera di come condurrei io una certa ditta se ne diventassi l’amministratore delegato, le ho detto che la farei chiudere al piu’ presto, perche’ secondo me è messa da panico. Poi con fare solenne ho recitato una massima: “Il cavallo ferito, va ucciso prima che marcisca. Almeno si recupera la carne“. Per fortuna poi le ho detto che l’avevo inventata sul momento, perché le suonava così bene da sembrare una massima italiana ed era già pronta a raccontarla in giro.

Sera con Ventrix a sentire Gino Strada.

Sala strapiena. Dicono che la capienza fosse di circa 1000 persone sedute. Ce n’erano in piedi e sedute sul pavimento e fuori dalla sala. Saranno state almeno 1.500. Lui in gamba e presentava al campagna di Emergency Fuori l’Italia dalla guerra” e così non ha raccontato molto delle sue esperienze. Peccato, perchè credo che sarebbe stato ancora più incisivo. Mi è piaciuto molto l’episodio della conferenza tenuta in Afghanistan con le forze armate italiane, che lo stesso Strada, giudicava interessantissima, perchè vedeva nei militari italiani una gran voglia di fare del bene. Tutti i militi raccontavano che avevano sistemato il pozzo del villaggio, aiutato un malato ecc. ecc. La domanda che Gino ha fatto loro e’ stata: “Ma per fare del bene a questa gente, c’era bisogno di venire con i blindati?”. Risultato, 6 militari hanno chiesto di fare servizio con Emergency.Un’altro giorno, dopo un esplosione, c’era bisogno di sangue e una cinquantina di militari italiani l’hanno donato.Mi e’ piaciuto un po’ meno quando svicolava sulle domande fatte da una signora (secondo me “d’alemiana”) che chiedeva cosa faceva il padre di Gino nel ’45, visto che il suo stava facendo la guerra partigiana. E diceva che la guerra e’ una schifezza, ma forse in certi casi è necessaria. Inoltre faceva notare che non e’ proficuo insultare o sbeffeggiare i politici. Pur dando ragione a Strada (se posso non perdo l’occasione anch’io di insultare i politici) ho pensato che la derisione dei politici in quel contesto fosse un gioco facile e populista. Però, l’obiettivo di ieri non era convincere (erano già tutti convinti) ma caricare e motivare per la campagna. Forse andava bene così. Sulla domanda “cosa faceva tuo padre”, invece e’ proprio scaduto e ha detto: non è che avere la madre lavandaia o sciura dia più o meno valore a quel che dico. Certo, su questo siamo tutti d’accordo, però, perchè non fermarsi a riflettere che fino a poco tempo fa la guerra partigiana era esaltata e giustificata. Perchè non cercare di capire se c’è una differenza fra una guerra partigiana e una guerra d’aggressione (se c’e’). Mi e’ sembrata un’occasione persa.

Un ragazzino ha fatto notare che non riesce a parlare con il 40% di persone favorevole alla guerra. Si trova davanti un muro, vorrebbe spiegare ma non lo ascoltano neppure. Chiedeva un consiglio su come insinuarsi. Difficile la risposta che, direttamente, non e’ arrivata. Credo che indirettamente, però, la campagna “fuori l’Italia dalla guerra” sia già una risposta. Cioè credo che il muro d’ascolto di chi e’ favorevole alla guerra o a certe guerre derivi da molti fattori, tra questi l’idea di essere parte di un gruppo (forse maggioritario) di persone che la pensa in quel modo. Dare visibilita al nostro essere contro la guerra, con bandiere, coccarde, stracci bianchi e altri segnali visibili, può far insinuare nei “guerrafondai” il dubbio di essere in minoranza. Queste persone, fondamentalmente un po’ perbeniste e benpensanti, temono come la morte la devianza dalla norma. Oggi, il fiume mediatico di informazioni PRO guerra, fa credere loro che la maggioranza del paese sia dalla loro parte. Il contromuro della visibilita’ della campagna, potrebbe far crollare questa certezza. Se questa persone cominciano a “sentirsi strane” e deviate, forse poi cominciano anche ad ascoltare. Uscendo ho comprato una bandiera, le coccarde erano finite.

Dov’è che è andato d’Alema?

Ascoltando distrattamente il TG2 sento che hanno beatificato Josemaria Escrivà de Balaguer, il fondatore dell’Opus Dei. Un servizio lungo ed interminabile, che ascolto con mezz’orecchio, mentre leggo il giornale. Mi colpiscono alcune parole che parlando della cerimonia fanno notare la presenza di una variegata rappresentanza politica: “da Fini a D’Alema“. Un unico commento: D’Alemaaa! …ma vaffanculo!

Condono Preventivo

In questi giorni si sta approvando la nuova finanziaria e, oltre al “condono tombale” si è cominciato a parlare anche di “condono preventivo“. Già d’istinto i condoni mi fanno un po’ schifo, ma non avevo mai sentito questa definizione. Preventivo.

Mi documento un po’. La cosa non è molto chiara nei dettagli, ma sembra che voglia dire questo. Le aziende con ricavi fino a 5 milioni di euro (insomma fino a 10 miliardi di lire), potranno stabilire per i prossimi tre anni quanto pagheranno di tasse. Se poi faranno più utile, pazienza. Quindi, in pratica, pagheranno un tot (immagino molto basso) e poi potranno tranquillamente evadere… Immagino che il provvedimento sia di quelli che risollevano l’economia di una nazione..

Se il provvedimento prendesse piede in altri settori, potrebbe assumere aspetti grotteschi. Perché confinarlo alle sole leggi fiscali? Potremmo, per esempio, estenderlo alla circolazione stradale. Uno paga un tot e poi VIA!, per i prossimi tre anni può correre come un deficiente, passare con il rosso, parcheggiare in curva, entrare nei centri storici, circolare contromano. Sicuramente si ottimizzerebbe il lavoro dei vigili che non dovrebbero perdere tempo nel compilare multe e verbali. E che vedrebbero eliminati i tempi di discussione (inutile) in cerca di una conciliazione improbabile.

Oppure, ancora più interessante, potrebbe essere l’idea di estendere il concetto nel campo penale. Uno paga il suo condono preventivo e poi si dedica al furto. Sorprendo un ladro in casa.”Che ci fa Lei qui! Adesso chiamo la polizia” – “Faccia pure. Ho già pagato il condono preventivo e perciò sono tranquillo. Posso rubare a casa sua tutto ciò che che mi pare e Lei deve solo starsene zitto. Anzi si metta un po’ di lato, che se non non riesco a prendere il TV. Come dice? Se sono in regola. Ma per chi mi ha preso? Guardi qui la ricevuta di pagamento. Sono un ladro onesto, io! Cosa crede?!”.

Ovviamente il condono, in caso di reati, oltre che ad un esborso monetario potrebbe prevedere un periodo di detenzione. Non troppo, però. Infatti uno non può mica chiedere anticipatamente una pena esagerata. E se poi uno, negli anni successivi non ruba niente? Eh, no, non si può proprio. Perciò diciamo che al massimo gli si potrebbe dare quei dieci mesi, un anno. Con la condizionale ovviamente! Quindi di fatto, uno fa scrivere sulla propria fedina penale che ha già “scontato” la pena come condono preventivo (in realtà non s’è fatto neppure un giorno di galera) e poi può cominciare a delinquere. Con tutti i bolli e la coscienza a posto.

Mi sentirei un po’ più preoccupato se si potesse estendere l’idea di condono preventivo anche all’omicidio. Uno decide che deve ammazzare qualcuno, allora che fa? Semplice. Si organizza! Compila l’apposito modulo di richiesta condono preventivo, barra con una croce l’apposita voce “omicidio”. Poi va in galera. Per un annetto, forse due. Anche qui non si può chiedere troppo. Magarialla fine il potenziale assassino ci ripensa e non ammazza nessuno. La condizionale no. Non esageriamo. Diciamo che per l’omicidio la galera se la fa per davvero. Mi immagino già quando per un po’ di tempo uno sparisce dalla circolazione. I vicini di casa, i parenti, gli amici e i nemici che cominciano a mormorare. “Hai visto il tizio del quarto piano? E’ un po’ che non lo incontro in giro..” “Come? Non lo sai? E’ in prigione?” – “Noooo, ma che mi dici! E che cosa ha combinato?” – “Ancora niente, ma si dice che stia pagando la pena di un condono preventivo per omicidio” – “E chi è la vittima? O meglio, chi sarà la vittima”. “Non l’ha detto, sai com’e’, con questa legge sulla privacy la vittima potrebbe finirebbe sui giornali. Non sono mica cose che fanno piacere”….

Dopo il periodo stabilito esce di prigione e ha i famosi tre anni di tempo per completare il suo progetto. Tutti quelli che lo conoscono cominciano a sentirsi probabili bersagli. Non e’ mica facile frequentare uno che ha la licenza di uccidere, sapendo che potresti essere tu la vittima. E allora le ipotesi sono due. Chi lo conosce lo evita come la peste. Ma un simile comportamente serve a poco, se la persona proprio determinata. Più probabile, al contrario, mi sembra il fatto che tutti cerchino di ingraziarselo, rimpiendolo di attenzioni, regali e gentilezze… Insomma con un solo condono preventivo per omicidio, decine e decine di persone potrebbero essere indotte a diventare un po’ più buone, almeno nei confronti dell’aspirante assassino.

E se poi, a forza di sforzarsi di essere buoni, diventano buoni per davvero? Se si accorgono che regalare un po’ di affetto nei confronti del prossimo, fa stare meglio, vivere più a lungo e più felici?

Ma sono poi così sicuro che ‘sto condono preventivo sia una brutta idea?