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Condono Preventivo

In questi giorni si sta approvando la nuova finanziaria e, oltre al “condono tombale” si è cominciato a parlare anche di “condono preventivo“. Già d’istinto i condoni mi fanno un po’ schifo, ma non avevo mai sentito questa definizione. Preventivo.

Mi documento un po’. La cosa non è molto chiara nei dettagli, ma sembra che voglia dire questo. Le aziende con ricavi fino a 5 milioni di euro (insomma fino a 10 miliardi di lire), potranno stabilire per i prossimi tre anni quanto pagheranno di tasse. Se poi faranno più utile, pazienza. Quindi, in pratica, pagheranno un tot (immagino molto basso) e poi potranno tranquillamente evadere… Immagino che il provvedimento sia di quelli che risollevano l’economia di una nazione..

Se il provvedimento prendesse piede in altri settori, potrebbe assumere aspetti grotteschi. Perché confinarlo alle sole leggi fiscali? Potremmo, per esempio, estenderlo alla circolazione stradale. Uno paga un tot e poi VIA!, per i prossimi tre anni può correre come un deficiente, passare con il rosso, parcheggiare in curva, entrare nei centri storici, circolare contromano. Sicuramente si ottimizzerebbe il lavoro dei vigili che non dovrebbero perdere tempo nel compilare multe e verbali. E che vedrebbero eliminati i tempi di discussione (inutile) in cerca di una conciliazione improbabile.

Oppure, ancora più interessante, potrebbe essere l’idea di estendere il concetto nel campo penale. Uno paga il suo condono preventivo e poi si dedica al furto. Sorprendo un ladro in casa.”Che ci fa Lei qui! Adesso chiamo la polizia” – “Faccia pure. Ho già pagato il condono preventivo e perciò sono tranquillo. Posso rubare a casa sua tutto ciò che che mi pare e Lei deve solo starsene zitto. Anzi si metta un po’ di lato, che se non non riesco a prendere il TV. Come dice? Se sono in regola. Ma per chi mi ha preso? Guardi qui la ricevuta di pagamento. Sono un ladro onesto, io! Cosa crede?!”.

Ovviamente il condono, in caso di reati, oltre che ad un esborso monetario potrebbe prevedere un periodo di detenzione. Non troppo, però. Infatti uno non può mica chiedere anticipatamente una pena esagerata. E se poi uno, negli anni successivi non ruba niente? Eh, no, non si può proprio. Perciò diciamo che al massimo gli si potrebbe dare quei dieci mesi, un anno. Con la condizionale ovviamente! Quindi di fatto, uno fa scrivere sulla propria fedina penale che ha già “scontato” la pena come condono preventivo (in realtà non s’è fatto neppure un giorno di galera) e poi può cominciare a delinquere. Con tutti i bolli e la coscienza a posto.

Mi sentirei un po’ più preoccupato se si potesse estendere l’idea di condono preventivo anche all’omicidio. Uno decide che deve ammazzare qualcuno, allora che fa? Semplice. Si organizza! Compila l’apposito modulo di richiesta condono preventivo, barra con una croce l’apposita voce “omicidio”. Poi va in galera. Per un annetto, forse due. Anche qui non si può chiedere troppo. Magarialla fine il potenziale assassino ci ripensa e non ammazza nessuno. La condizionale no. Non esageriamo. Diciamo che per l’omicidio la galera se la fa per davvero. Mi immagino già quando per un po’ di tempo uno sparisce dalla circolazione. I vicini di casa, i parenti, gli amici e i nemici che cominciano a mormorare. “Hai visto il tizio del quarto piano? E’ un po’ che non lo incontro in giro..” “Come? Non lo sai? E’ in prigione?” – “Noooo, ma che mi dici! E che cosa ha combinato?” – “Ancora niente, ma si dice che stia pagando la pena di un condono preventivo per omicidio” – “E chi è la vittima? O meglio, chi sarà la vittima”. “Non l’ha detto, sai com’e’, con questa legge sulla privacy la vittima potrebbe finirebbe sui giornali. Non sono mica cose che fanno piacere”….

Dopo il periodo stabilito esce di prigione e ha i famosi tre anni di tempo per completare il suo progetto. Tutti quelli che lo conoscono cominciano a sentirsi probabili bersagli. Non e’ mica facile frequentare uno che ha la licenza di uccidere, sapendo che potresti essere tu la vittima. E allora le ipotesi sono due. Chi lo conosce lo evita come la peste. Ma un simile comportamente serve a poco, se la persona proprio determinata. Più probabile, al contrario, mi sembra il fatto che tutti cerchino di ingraziarselo, rimpiendolo di attenzioni, regali e gentilezze… Insomma con un solo condono preventivo per omicidio, decine e decine di persone potrebbero essere indotte a diventare un po’ più buone, almeno nei confronti dell’aspirante assassino.

E se poi, a forza di sforzarsi di essere buoni, diventano buoni per davvero? Se si accorgono che regalare un po’ di affetto nei confronti del prossimo, fa stare meglio, vivere più a lungo e più felici?

Ma sono poi così sicuro che ‘sto condono preventivo sia una brutta idea?

Cristo è risorto. Effetti speciali.

Come ben sapete, nei giorni scorsi si è scatenata una polemica nazionale con la storia dei croficissi obbligatori. Ispirato da questa storia, ho pubblicato un intervento dell’UAAR su Giramondo.

Come sapete, il crocifisso rappresenta un uomo torturato a morte. Certi crocifissi sono veramente impressionanti e dovrebbero essere vietati ai minori. Però, noi italiani viviamo in una società tradizionalmente cattolica, ci siamo ormai assuefatti. Facciamo fatica a pensare che un crocifisso possa addirittura spaventare.

Siccome nei giorni scorsi, con un amico artista, ho iniziato a parlare di quanto possano essere terrorizzanti i crocifissi, e gli ho proposto di realizzare un nuovo crocifisso, particolarmente realistico e orripilante.

L’amico artista, infatti, e’ specializzato in effetti speciali e ha lavorato nel cinema con Lamberto Bava, Sergio Stivaletti e Dario Argento. Da queste esperienze ha acquisito una notevole capacità nella realizzazine di sculture realistiche.

Questo e’ un esempio:

Non credo che il mio amico realizzerà mai il crocifisso realistico, ma mi ha raccontato questa storia che vi riporto pari pari, perchè mi è sembrata bellissima.

Riguardo alla storia del cristo-demone eccoti un breve riepilogo: Sergio Stivaletti realizzò questo “cadavere di Cristo” in lattice di gomma per L’INCHIESTA di Damiano Damiani (anno 1985 mi pare) e quando (nel 1986) ci trovammo nell’emergenza di realizzare in fretta la prima mummia di demone (per Demoni 2) che prendeva vita decidemmo di riciclare la “santa salma” all’uopo.

E cosi’ con l’aggiunta di zanne e artigli (e con la stuccatura accurata di stigmate e segni della corona di spine) il cadavere di Gesu’ fu trasformato nel demone-capo di Demoni 2.

In seguito il neo-demone fu riciclato di nuovo come cadavere mummificato dell’architetto pazzo nel film La Chiesa di Michele Soavi.

Non è bella questa storia di resurrezioni incomplete in cui il Cristo, invece di ritornare completamente vivo diventa prima uno zombie e poi si reincarna in un architetto pazzo?

Magdalene

Questa sera Cinema: Magdalene. Ci vuole proprio un film un po’ antireligioso/anticlericale/antintegralista in questo clima orrendo che peggiora ogni giorno.

Oggi la Gazzetta di Modena ha pure pubblicato una mia lettera. Non so che effetto avra’, visto che scrivevo per prostestare sulla mancata selezione delle lettere e sul fatto che vengono pubblicate senza commento. Beh. Anche la mia e’ stata pubblicata (niente selezione) e non c’era neppure una riga di commento.

Mi sembrano un po’ i vecchi democristiani che non davano mai torto a nessuno per metterlo in quel posto a tutti…

Uno splendido 40enne

Oggi è il mio compleanno: e sono 40!

Oggi preferisco celebrare il mio compleanno, anziché l’anniversario delle due torri.

Non è questione di egoismo. Anche se fossi nato un altro giorno, non celebrerei la ricorrenza dell’attentato del 2001. Si sente dire: “non e’ possibile dimenticare”. Certo che non e’ possibile, ogni giorno ci martellano con giornali, tv radio e… aspetta che controllo… si’ anche con Internet. Altrimenti dimenticheremmo tutto benissimo. Come ci dimentichiamo ogni giorno dei morti per farme, come ci dimentichiamo delle guerre in corso, come ci dimentichiamo della tessera P2 di Berlusconi, come ci dimentichiamo che Mussolini era stato eletto “democraticamente”, come ci dimentichiamo dei giudici morti per combattere mafia e terrorismo, come ci dimentichiamo di tutto.

Via Gaetano Bresci (anarchico regicida)

Ieri, 29 luglio, era l’anniversario dell’attentato compiuto da Gaetano Bresci, l’anarchico che nel 1900 uccise il re d’Italia Umberto I.

Rientrando da una serata al cinema (pessimo film: Paz) ho accompagnato a casa alcuni amici e abbiamo notato che in Corso Vittorio Emanuele erano stati affissi alcuni cartelli commemorativi. A dire il vero, non erano proprio commemorativi. Riproducevano semplicemente i cartelli stradali, quelli che indicano le vie.

C’era scritto semplicemente:

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 |                  V I A                    |
 |      G A E T A N O   B R E S C I          |
 |                                           |
 |          (anarchico regicida)             |
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Non so quando sono stati affissi, ma erano gia’ quasi tutti strappati e non so quante persone sono riuscite a vederli.

In Italia e’ pieno di vie intitolate a Bava Beccaris (generale che sparo’ tra la folla causando circa 100 morti e 500 feriti) e a Umberto I (che lo decoro’).

Invece non ce n’e’ neppure una intitolata a Bresci…