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Google, Bing e il Mollone di Roma

Da un po’ di tempo ho l’impressione che l’attività di Google sia condizionata da una premessa:  gli utenti sono dei deficienti (premessa che sfogliando un qualsiasi social network sembra empiricamente provata, ma lasciamo stare).

Cioè, quando si fa una ricerca, Google, invece limitarsi a cercare prendendo quello che ha scritto una persona, fa un ragionamento che presuppone l’incapacità di intendere e di volere di quell’utente. È come se Google dicesse, caro utente, hai cercato X, ma in realtà volevi cercare Y, te la faccio io la ricerca che tu avresti voluto fare se non fossi un idiota. E presenta dei risultati che c’entrano poco o nulla con quello che la persona stava cercando.

Questa mattina ho avuto la prova che Google fa proprio così.

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Virginia Raggi. Ha proposto la funivia invece del mollone.

Qualche giorno fa, Virginia Raggi, la candidata per i 5 stelle a sindaco di Roma), in una conferenza stampa al Senato ha presentato il piano mobilità per Roma.  Tra le varie proposte anche l’idea di  una funivia che colleghi Casalotti a Boccea, due zone di Roma altamente congestionate. Continue reading Google, Bing e il Mollone di Roma

Sebastiano Vassalli è morto e mi dispiace

Poco fa alla radio (che ascolto solo quando sono in auto) hanno detto che è morto Sebastiano Vassalli. Mi dispiace davvero.

Dal 1993 quando un cliente mi aveva consigliato “La Chimera” e me l’aveva fatto scoprire, per almeno una quindicina d’anni, Vassalli è stato costantemente presente nelle mie letture, Sono tutt’ora convinto la Chimera che sia uno dei più bei libri che io abbia mai letto. Bellissimo anche Marco e Mattio, ma questo giudizio è viziato dal fatto che è ambientato dalle mie parti.

Sebastiano Vassalli ritratto da Giuliano Della Casa
Sebastiano Vassalli ritratto da Giuliano Della Casa

Per un po’ di anni, dicevo, ho acquistato tutti suoi libri appena usciti e non vedevo l’ora che ne venisse pubblicato un altro. Nell’attesa leggevo quelli che un amico scrittore mi prestava, un po’ più vecchiotti e introvabili.

(Questo mio amico l’aveva anche conosciuto Sebastiano Vassalli e mi raccontava che se lo andavi a trovare non potevi usare il bagno, perché Vassalli per un po’ di tempo aveva tenuto dei pesci, forse delle carpe, nella vasca e i pesci dovevano stare al buio)

Gli ultimi, libri non li ho letti. Li notavo sempre quando uscivano, li prendevo in mano, dicevo tra me e me, questo è un libro da comprare, ma poi, chissà perché, non concludevo l’acquisto. Forse colpa di qualche libro di racconti che non mi aveva convinto. Mah…

Era bravissimo scovare nel presente il passato scomparso, un passato di cui a volte rimane appena qualche indizio che solo lui riusciva a vedere e da cui far partire una ricerca accurata. Usanze che non si usano più, fatti veri diventati leggendari e indistinguibili dalla realtà storica, mestieri scomparsi, briganti, poeti… Partendo da un nome curioso guidava il lettore alla scoperta di un passato di cui si riusciva ad avvertire, ma stando molto attenti, solo una lontanissimo eco.

Riporto un brano da “La notte della cometa”, evidenziato da Paolo Nori nel suo Blog che forse chiarisce meglio.

A Modena e in altre parti d’Italia, all’inizio del secolo, il vino si vendeva e si beveva «a ore», in una sorta di epico confronto tra bevitore e oste che configurava un modello economico purtroppo abortito: oltre il liberismo, oltre il socialismo, la terza via dell’economia mondiale. Il bevitore entrava all’osteria, pagava «l’ora» in anticipo poi beveva per un’ora tutto il vino che gli entrava in corpo. Generalmente crollava (appena fuori le mura, a Modena, c’era un locale denominato «Sedia elettrica» per via dei molti che, seduti, non riuscivano più a rialzarsi da soli): ma capitava pure che fallissero gli osti.

Lo scorso maggio Sebastiano Vassalli è stato incluso nella rosa dei candidati al Nobel per la Letteratura 2015.

Che Dio ci aiuti. A Modena fotografo burlone scherza con santi e fanti.

Ovvero: le bestemmie nascoste nella fiction di Raiuno

Questa mattina un cliente mi ha raccontato di aver eseguito dei restauri nel Palazzo Arcivescovile della Curia di Modena. E’ un palazzo che in questi giorni sta diventando celebre perchè nella fiction Rai “Che Dio ci aiuti“, ambientata proprio a Modena, è la sede della Polizia.

Per vedere qualche immagine dell’intervento restaurativo, ho cercato in Internet. La prima foto della ricerca su Google Images è proprio un’immagine dello storico palazzo, con la scritta Polizia in bella vista.

Immagine della Curia, che in TV diventa Caserma
Immagine della Curia, che in TV diventa Caserma

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Inceneritore di Modena – Botta e risposta sulla Gazzetta di Modena

L’inceneritore di Modena (per carità non chiamiamolo termovalorizzatore che mi vien da vomitare) è uno dei temi scottanti della politica cittadina. Oggi, sulla Gazzetta di Modena a pagina 16 una pressante richiesta di verità sull’inceneritore, dall’Italia dei Valori.

Richiesta di verità, sull'inceneritore di Modena

Nella pagina di fronte, la pagina 17 a destra, una risposta sul possibile utilizzo.

In arrivo il forno crematorio al Cimitero di Modena