Posts Tagged ‘crocifisso’

L’integralismo si scatena

Martedì, Dicembre 2nd, 2003

Nei mesi scorsi c’è stato un certo dibattito in merito all’uso del crocifisso nele scuole. Un genitore di fede islamica ha chiesto di mettere un quadretto con una sura del Corano, vicino al crocifisso, nell’aula della scuola dove suo figlio frequenta la prima elementare. Il permesso e’ stato dapprima accordato e poi negato. La sura è stata rimossa. Allora, il genitore si è rivolto al tribunale per far rimuovere ANCHE il crocifisso. Quando il giudice ha scritto una motivata ordinanza, chidendo la rimozione del crocifisso è inizata un’indegna gazzarra sull’argomento. Risultato (parziale): ordinanza annullata, tribunale che si dichiara “incompetente” e affermazione del più stupido integralismo cattolico. Tant’è vero che nella classe di Chiara il crocifisso non c’era, e adesso è stato ripristinato.

Discutendo dei crocifissi nei luoghi della pubblica amministrazione, e più in generale delle “offese alla religione”, un mio amico sostenava più o meno questa posizione: “Se affermo che la mia personale religione considera un’offesa usare una qualsiasi parola di senso comune, per esempio “organo”, allora nessuno può più dire “organo”, se no mi offende”. Era una provocazione, che doveva scatenare una riflessione sull’assurdità di certe pretese cattoliche e sul fatto che la suscettibilità immotivata di tipo religioso non non dovrebbe essere regolamentata da leggi dello stato.

Quasi nessun cattolico capiva questa provocazione e ciò mi stupiva, perchè perfino tra i cattolici ce ne sono molti è rispettosi delle leggi e della laicità dello Stato. Ma oggi, sul giornale ho letto dell’assurdo attacco alla pubblicità del Motorshow di Bologna nella quale si gioca con il concetto di “luogo di culto”, paragonando il salone ad una chiesa. Tubi di scappamento che ricordano un organo e candele con la cera sciolta alla base, per ricordare quelle votive. E allora, d’un lampo, ho capito che la frase del mio amico non poteva essere capita, perchè invece di essere interpretata appunto come una provocazione, veniva presa molto più seriamente e considerata una affermazione di carattere religioso.

Cristo è risorto. Effetti speciali.

Mercoledì, Ottobre 2nd, 2002

Come ben sapete, nei giorni scorsi si è scatenata una polemica nazionale con la storia dei croficissi obbligatori. Ispirato da questa storia, ho pubblicato un intervento dell’UAAR su Giramondo.

Come sapete, il crocifisso rappresenta un uomo torturato a morte. Certi crocifissi sono veramente impressionanti e dovrebbero essere vietati ai minori. Però, noi italiani viviamo in una società tradizionalmente cattolica, ci siamo ormai assuefatti. Facciamo fatica a pensare che un crocifisso possa addirittura spaventare.

Siccome nei giorni scorsi, con un amico artista, ho iniziato a parlare di quanto possano essere terrorizzanti i crocifissi, e gli ho proposto di realizzare un nuovo crocifisso, particolarmente realistico e orripilante.

L’amico artista, infatti, e’ specializzato in effetti speciali e ha lavorato nel cinema con Lamberto Bava, Sergio Stivaletti e Dario Argento. Da queste esperienze ha acquisito una notevole capacità nella realizzazine di sculture realistiche.

Questo e’ un esempio:

Non credo che il mio amico realizzerà mai il crocifisso realistico, ma mi ha raccontato questa storia che vi riporto pari pari, perchè mi è sembrata bellissima.

Riguardo alla storia del cristo-demone eccoti un breve riepilogo: Sergio Stivaletti realizzò questo “cadavere di Cristo” in lattice di gomma per L’INCHIESTA di Damiano Damiani (anno 1985 mi pare) e quando (nel 1986) ci trovammo nell’emergenza di realizzare in fretta la prima mummia di demone (per Demoni 2) che prendeva vita decidemmo di riciclare la “santa salma” all’uopo.

E cosi’ con l’aggiunta di zanne e artigli (e con la stuccatura accurata di stigmate e segni della corona di spine) il cadavere di Gesu’ fu trasformato nel demone-capo di Demoni 2.

In seguito il neo-demone fu riciclato di nuovo come cadavere mummificato dell’architetto pazzo nel film La Chiesa di Michele Soavi.

Non è bella questa storia di resurrezioni incomplete in cui il Cristo, invece di ritornare completamente vivo diventa prima uno zombie e poi si reincarna in un architetto pazzo?