Quante volte abbiamo sentito questa frase, usata anche un po’ a sproposito, per denigrare il governo turno. Ma magari, mi viene da dire! Oggi sul Corrire (ma il link lo metto ad un altro sito perché il Corriere della Sera mi sta sulle balle), la notiza del progetto di nazionalizzazione dei fondi pensione. Dopo anni dalla riforma di quel fesso di Menem che aveva privatizzato il settore, Cristina Kirchner ha dato una decisa spallata alle precedenti politiche di privatizzazione. Le borse reagiscono male. Credo che sia un buon segno.
Noi in Italia, negli ultimi anni, abbiamo avviato (con l’avvallo di una sedicente sinistra) un percorso simile a quello di Menem, un tentativo (riuscito per fortuna solo in parte) di distruggere la previdenza pubblica. Mi auguro soltanto che, per arrivare a copiare anche la Kirchner, non si debba passare attraverso una crisi come quella vissuta dai nostri amici sudamericani.
Elisa mi ha trascinato ieri sera ad assistere alla terza serata di “Parlando di Nuvole”, incontri con gli autori del fumetto italiano. C’erano Paolo Cossi (autore), Gianluca Maconi (autore) e l’editore del “Becco Giallo” una casa editrice specializzata nel fumetto “serio”. Nonostante non sia un accanito lettore di fumetti, conoscevo già Cossi e Maconi, per i loro libri rispettivamente su Mauro Corona e sui delitti di Alleghe.
Mi ha impressionato la dedizione di tutti e tre gli autori a questa forma d’arte. Le vendite di fumetti in Italia, diceva l’editore, sono bassissime. Specialmente se si tratta di fumetti “impegnati”. Peccato perché si tratta di una forma di comunicazione molto immediata e coinvolgente emotivamente.
Gli autori hanno raccontato la difficoltà ulteriore “imposta” agli autori di fumetti impegnati: l’accurata documentazione necessaria, non solo per evitare di farsi fare le pulci dal pignolo di turno, ma anche per essere credibili. Perciò per creare i loro fumetti, su importanti casi di cronaca (come la saponificatrice di Correggio o la banda della Magliana, sugli eventi storici (la grande guerra, il terremoto del Friuli), sui personaggi famosi (Tina Modotti o Pasolini) devono anche studiare un bel po’ e avvalersi dalla consulenza di storici.
Alla fine della serata abbiamo comprato qualche libro e ce lo siamo fatti firmare dall’editore e dagli autori. Gli autori non si sono limitati a scarabocchiare la loro firma, ma hanno dedicato un po’ di tempo a tutti per fare dei bellissimi disegni.
Ieri sera ho partecipato ad un interessantissimo incontro sulla Costituzione organizzato da Libertà e Giustizia. La serata fa parte di una serie di quattro incontri, dal titolo “Buon compleanno costituzione. Incontro con l’articolo 3 della Costituzione. (seguite il lilnk che c’è anche il programma del prossimo fine settimana).
Ad essere sincero mi aspettavo un po’ una mattonata. Una serata interessante ma un po’ noiosa e pesante. E invece no! Mi sono dovuto ricredere completamente. Una strana alchimia ha mescolato diversi ingredienti: la preparazione dei relatori, la profondità scaturita delle loro riflessioni, l’emozione suscitata dalle letture di Franca Lovino, l’ottima moderazione degli interventi e forse anche la relativa scarsità di pubblico sono gli elementi che hanno prodotto un’effetto, per me un po’ stravolgente, di iperossigenazione delle mie celluline grige.
Probabilmente non sono abituato ad incontri di questa levatura (credo di essere molto più portato per le chiacchiere da bar), ma sono uscito emozionato e leggermente stordito.
Ecco il resoconto della serata scritto da Graziella Bertani (organizzatrice e moderatrice) sul sito di Libertà e Giustizia.
Nota: non vi ricordate cosa dice l’articolo 3? Eccolo:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
“Finalmente un preside con le palle!” ecco quello che ho pensato dopo aver letto questa mattina al bar la notizia che a Pavullo (MO) un preside ha ricordato al sacerdote invitato all’inaugurazione di una scuola, che nelle scuole sono vietati gli atti di culto e che perciò non poteva fare la benedizione. “E’ la prima volta che a Pavullo viene impedita la benedizione“, dice l’assessore Antonio Parenti. In effetti c’è proprio da scandalizarsi che si debba arrivare nel 2008 per trovare un dirigente scolastico che fa semplicemente rispettare la legge, che ha un corretto senso della laicità delle istituzioni.
Io, ovviamente, sono proprio contento ed esprimo tutta la mia solidarietà al preside Carlo Prandini: il giorno in cui si compie un primo passo contro l’arrogante occupazione della cosa pubblica da parte del clero è un giorno da festeggiare!
Nota: il Resto del Carlino ha promosso un sondaggio sull’argomento. Potete dire la vostra anche lì.
Leggo su “Il Tempo” che l’università di Oxford avrebbe effettuato degli esperimenti per analizzare gli effetti della fede sulla percezione del dolore. Il test era già abbastanza scemo per i fatti suoi. Innanzitutto per l’esiguità del campione 12 atei e 12 credenti, ma anche per la scemenza intrinseca della prova: atei e credenti sono stati “torturati” con scariche elettriche mentre contemplavano un dipinto religioso (la Vergine annunciata di Sassoferrato) o un dipinto laico (la dama con Ermellino di Leonardo). Pare che i credenti abbiano provato meno dolore contemplando il dipinto con la Vergine.
Papavero da oppio
Carl Marx
Insomma un test idiota per dimostrare che la religione funziona se usata come analgesico.
Informato da un’amica ho saputo che in questi giorni si è svolto il “Festival della Poesia” ospitato in diversi comuni della provincia di Modena. Ieri era l’ultima giornata e siamo andati (mancava solo Elisa) a vedere la sfida “Per un pugno di poesie” condotta da Neri Marcorè, sulla falsariga di “Per un pugno di libri”. Marcorè è un vero mattatore e per un paio d’ore ci ha divertito conducendo la sfida a suon di versi tra due classi delle superiori di Vignola. Non si è limitato a fare le domande, ovviamente, ma ha condotto il gioco improvvisando battute, imitazioni e canzoni.
Non avendo foto di ieri includo nel post il video di Marcorè nella sua stupenda imitazione di Zapatero/Mr Bean. Per chi non l’avesse ancora visto.
Sabato abbiamo partecipato al torneo di Touch Rugby a Mantova. E’ stata una giornata piena di sorprese e di divertimento. Appena arrivati al campo di Mantova, abbiamo incontrato una macchina di bellunesi. Belluno, infatti, ha una squadra di Touch e conoscevo quasi tutti. Ero quasi certo di trovare qualcuno di conosciuto, ma non mi aspettavo proprio di conoscerli praticamente tutti. E’ stata una vera sorpresa ritrovare amici coi quali, più di 20 anni fa, avevo giocato in giovanile. Il torneo era internazionale, con squadre che venivano da tantissime parti d’Italia e anche dall’estero. Vienna si è presentata con uno squadrone impressionante. Noi eravamo solo in sei e abbiamo avuto anche diversi giocatori in prestito dalle altre squadre. Comunque, la sorpresa più grande è che abbiamo vinto il torneo! Il merito principale della vittoria va alla presenza nella nostra squadra, di Paul Gilveray decisamente il miglior giocatore del Torneo.
Altra sorpresa, tutte le persone incontrate, e quando dico tutte vuol dire tutte senza eccezione alcuna erano simpatiche, espansive, con un grande fair play e portatrici di una allegria contagiosa.
Sono venuti anche Luca Tramontin e Daniela Scalia di Sportitalia. Oltre a fare le riprese per il servizio che andrà in onda venerdi prossimo alle 19.00 su Sportitalia, hanno un po’ giocato anche loro.
In definitiva, una giornata fantastica! Se avete voglia di conoscere questo sport e magari di cominciare a praticarlo un buon punto di partenza è l’articolo di Luca Tramontin “Trova un motivo per NON giocare“, ospitato sul sito di Touch Rugby Italia
Oggi Elisa è diventata maggiorenne.
Ieri, ha telefonato ad un’amica. Anche lei compiva 18 anni. Elisa ha chiesto: “Come ti senti adesso che hai raggunto la maggiore età?”