Come uscire da Skype con Windows 10

Da un paio di giorni ho installato windows 10. O meglio, si è praticamente installato da solo. Problemi pochi, vantaggi zero. Anzi vedo un sacco di svantaggi:

  • certe finestre piccoline di alcuni applicativi vecchiotti non hanno più spazio per la cornice
  • alcuni caratteri sono troppo grandi
  • altri sono sfuocati
  • dopo un giorno di lavoro (abituale, nulla di straordinario) il sistema si è piantato. Un crash con tanto perdita dei dati
  • SAGE ACT! mi dà un errore ogni volta che esce. Sospetto che non sta funzionando benissimo.

Vantaggi? Boh, l’unico che vedo è quello di aver unificato desktop e interfaccia “nuova”, quella a touch. Mah..

Invece ho perso un po’ di tempo con Skype. L’ho installato e non riuscivo a chiudere l’applicazione. (Io uso Skype solo saltuariamente). Riuscivo solo a ridurre il programma a icona. Il pulsante di destra non offre soluzioni. E neppure l’esplorazione del menu.

Alla fine ho consultato la rete e ho visto che non sono solo e ho trovato anche la soluzione, per la verità abbastanza banale.

1° passo per uscire da Skype con Windows 10

Bisogna cercare l’icona giusta, che si trova nella barra delle applicazioni, tra quelle nascoste.

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2° passo per uscire da Skype con Windows 10

Bisogna cercare l’icona di Skype e col pulsante di destra cercare la voce “Esci”

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Facile no?

Sebastiano Vassalli è morto e mi dispiace

Poco fa alla radio (che ascolto solo quando sono in auto) hanno detto che è morto Sebastiano Vassalli. Mi dispiace davvero.

Dal 1993 quando un cliente mi aveva consigliato “La Chimera” e me l’aveva fatto scoprire, per almeno una quindicina d’anni, Vassalli è stato costantemente presente nelle mie letture, Sono tutt’ora convinto la Chimera che sia uno dei più bei libri che io abbia mai letto. Bellissimo anche Marco e Mattio, ma questo giudizio è viziato dal fatto che è ambientato dalle mie parti.

Sebastiano Vassalli ritratto da Giuliano Della Casa
Sebastiano Vassalli ritratto da Giuliano Della Casa

Per un po’ di anni, dicevo, ho acquistato tutti suoi libri appena usciti e non vedevo l’ora che ne venisse pubblicato un altro. Nell’attesa leggevo quelli che un amico scrittore mi prestava, un po’ più vecchiotti e introvabili.

(Questo mio amico l’aveva anche conosciuto Sebastiano Vassalli e mi raccontava che se lo andavi a trovare non potevi usare il bagno, perché Vassalli per un po’ di tempo aveva tenuto dei pesci, forse delle carpe, nella vasca e i pesci dovevano stare al buio)

Gli ultimi, libri non li ho letti. Li notavo sempre quando uscivano, li prendevo in mano, dicevo tra me e me, questo è un libro da comprare, ma poi, chissà perché, non concludevo l’acquisto. Forse colpa di qualche libro di racconti che non mi aveva convinto. Mah…

Era bravissimo scovare nel presente il passato scomparso, un passato di cui a volte rimane appena qualche indizio che solo lui riusciva a vedere e da cui far partire una ricerca accurata. Usanze che non si usano più, fatti veri diventati leggendari e indistinguibili dalla realtà storica, mestieri scomparsi, briganti, poeti… Partendo da un nome curioso guidava il lettore alla scoperta di un passato di cui si riusciva ad avvertire, ma stando molto attenti, solo una lontanissimo eco.

Riporto un brano da “La notte della cometa”, evidenziato da Paolo Nori nel suo Blog che forse chiarisce meglio.

A Modena e in altre parti d’Italia, all’inizio del secolo, il vino si vendeva e si beveva «a ore», in una sorta di epico confronto tra bevitore e oste che configurava un modello economico purtroppo abortito: oltre il liberismo, oltre il socialismo, la terza via dell’economia mondiale. Il bevitore entrava all’osteria, pagava «l’ora» in anticipo poi beveva per un’ora tutto il vino che gli entrava in corpo. Generalmente crollava (appena fuori le mura, a Modena, c’era un locale denominato «Sedia elettrica» per via dei molti che, seduti, non riuscivano più a rialzarsi da soli): ma capitava pure che fallissero gli osti.

Lo scorso maggio Sebastiano Vassalli è stato incluso nella rosa dei candidati al Nobel per la Letteratura 2015.

La visibilità dei post su Facebook

Sulla mia bacheca di Facebook passano i post di molte persone. Anche se molti dei miei amici non scrivono mai, ma parecchi altri scrivono o pubblicano qualcosa di tanto in tanto. Dalle foto dei gattini a profonde analisi politiche. Se mi sembrano argomenti interessanti, coinvolgenti o divertenti magari ci scappa un mi piace o un commento. Alcuni di questi post li condivido pure, e così si diffondono  raggiungendo i miei amici, che a loro volta, magari condividono e diffondono… E’ il bello del social.

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Il primo nodo Internet a Modena

Non sono molto bravo con gli anniversari, ma questo non mi doveva proprio sfuggire. Porca trota! Mi sono accorto solo oggi che da un paio di mesi sono passati poco più di 20 da quando venne aperto il primo nodo internet di Modena. Il primo contratto del primo provider internet Modenese infatti porta la data del 1 febbraio 1995, ma era stato venduto già nel dicembre del 1994.

img-150202214115-0001Correndo come dei forsennati avevamo cominciato a dare e vendere i collegamenti diretti a Internet già da un paio di mesi, da dicembre 1994, ma c’erano ancora parecchie cose da mettere a punto e non ci sembrava corretto chiedere pure un canone di abbonamento alle persone che collegandosi al nodo internet per primi ci avrebbero fatto pure da cavie. Perciò avevamo deciso che chi avesse stipulato il contratto in quel periodo avrebbe ricevuto subito l’accesso, ma che i contratti sarebbero formalmente partiti dal 1 febbraio 1995. I primi clienti li ricordo tutti. Il primo, un privato, si chiamava Cristiano B. La prima azienda la libreria Athena. Alcuni li frequento ancora adesso, vero Franco R.? Continue reading Il primo nodo Internet a Modena

Un igloo a Belluno dopo la nevicata del 1985

Igloo Belluno Nevicata 1985
Igloo Belluno Nevicata 1985

Sono passati 30 anni dalla grande nevicata del 1985, da molti definita la nevicata del secolo (quello scorso, ovviamente). Fatto sta che il gennaio del 1985 è stato particolarmente rigido, con precipitazioni culminate in una straordinaria nevicata su tutto il nord Italia.

Anche Belluno ovviamente è stata sommersa dalla neve e in quei giorni mi è venuta l’idea di costruire un igloo nel cortile di casa.

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